IL FERRO FA BENE AI BAMBINI.

Data di pubblicazione: 10.07.2003 09:27
Il dossier sulla mobilita', completamente scaricabile.
Il 4 luglio 2003 abbiamo presentato alla città il nostro secondo dossier, stavolta dedicato ai temi del traffico e della mobilità.
Acabnews "arcipelago comunicativo autogestito di Bologna" ha registrato una parte della conferenza stampa a cui è dedicato anche un articolo di Marco Trotta. Potete vedere e ascoltare andando al loro sito.
Piu' sotto, diviso in 4 parti (per comodita' di scarico) trovate il dossier: divulgatelo, fotocopiatelo, parlatene, insomma diffondetelo!

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COMUNICATO STAMPA
Bologna, 4 luglio 2003

La Compagnia dei Celestini presenta "il Ferro fa bene ai Bambini", un dossier che analizza e valuta i 5 progetti di mobilità che oggi sono "sul tappeto" (il passante autostradale nord, il Servizio Ferroviario Metropolitano, la Metropolitana Automatica, il Tram su Gomma, il Tram-Metrò) e che, secondo i promotori, dovrebbero risolvere i problemi di traffico e di mobilità dei bolognesi. Si tratta di un'agile volume che consente ai cittadini di comprendere quali siano le caratteristiche di ciascuno dei progetti e fornisce anche gli strumenti per poterli valutare, cioè non restituisce solo la nostra opinione, ma fornisce gli strumenti per "farsi un opinione".

Con questo documento vogliamo quindi informare ma anche denunciare: denunciare che il dibattito tecnico e politico in questi troppi anni ha prodotto molti studi, molte ipotesi e altrettanti dissidi; ha raccontato ai cittadini tutto e spesso il contrario di tutto su tecnologie e sui numeri, sulle teorie e sulle soluzioni; ha ridotto agonizzante la città - nel frattempo soffocata dal traffico e dall'inquinamento - e ha sfinito i cittadini. Vogliamo denunciare che in questi ultimi 20 anni a Bologna sono state costruite migliaia di case e uffici (spacciati per riqualificazione urbana favorendo gli interessi privati dei costruttori) e nessuna infrastruttura e politica per la mobilità: è evidente che questa è la causa della condizione insostenibile della città di oggi.

Tutti fermi quindi! Fermi, perché si è indugiato troppo sulle soluzioni. Fermi, perchè non c'è ancora una classe politica in grado di assumersi le necessarie responsabilità pubbliche circa la decisione attorno a questo rilevante problema collettivo. Fermi, perché il tempo che passiamo dispersi nel traffico cittadino è insopportabilmente lungo (175 ore all’anno, circa). Fermi, perché l'aria è inquinata dai gas di scarico (in città si stima che 268 morti l’anno siano direttamente riconducibili alle polveri fini e all’ozono) e gli spazi pubblici sono sempre più degradati e insicuri (se tutti decidessero di mettersi in strada nel medesimo istante, le 225.000 auto bolognesi – 1 ogni 1,7 persone – occuperebbero circa 1.125 Km, ma di strade a Bologna ce ne sono 795 Km). Fermi, perché sulle strade ci sono troppi morti e feriti (nella sola provincia di Bologna, nel 2000, ci sono stati, 5.183 incidenti, 137 morti, 7.300 feriti).

Ma quali infrastrutture sono necessarie? I progetti di trasporto pubblico urbano sono oltre il limite del paradosso: il Metrò, con impossibili costi di realizzazione, ha grandi capacità ma è stato collocato inspiegabilmente su una direttrice urbana senza utenza (Staveco-Fiera), mentre il Tram su Gomma, collocato sulla via Emilia, non sarà signicativamente più competitivo rispetto agli attuali autobus. Riteniamo invece strategico il Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) perché è un progetto di grande respiro, capace di intercettare i pendolari che gravitano su Bologna, all'origine dei loro spostamenti, cioè nei territori, nei comuni, nelle località dell'intera provincia, evitando di fare arrivare quei cittadini in macchina fino alle porte della città, o addirittura oltre le sue mura storiche. Rileviamo però che sul SFM non c’è un sufficiente impegno finanziario. Lanciamo perciò un appello affinché tutte le istituzioni, in primis la Regione, promuovano presto un impegno straordinario per il SFM.
E per il trasporto urbano, l'SFM deve integrarsi con un Tram che sia la trasformazione dell'attuale disegno di metrò in un progetto economicamente più realistico, integrato con le altre forme di trasporto pubblico, ma soprattutto collocato sulle direttrici insediative storiche ad alta domanda di mobilità.

"Il ferro fa bene ai bambini" è un titolo e una dichiarazione: riteniamo che la priorità in tema di traffico, nell'agenda politica di chi si candida a governare il futuro di questa città, non possa prescindere da un investimento straordinario in opere e politiche per il trasporto pubblico.Questa volta non ci saranno i "tempi supplementari": la città e i suoi abitanti sono al collasso, l'economia e il mercato non sono più in grado di reggere l'arretratezza cui oggi il sistema bolognese è sottoposto. E' attraverso un energica "somministrazione" di ferro (nel senso più ampio delle politiche integrate di mobilità pubblica) che si può sperare in uno sviluppo più equilibrato ed equo, per i bambini di ieri, di oggi e di domani.
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PREMESSA


Il Seminario annuale di Montesole, organizzato dalla Compagnia dei Celestini, sta diventando un appuntamento tradizionale per ritrovarsi a discutere di città ed in particolare del futuro della nostra città. Nel 2001 ragionammo di riqualificazione urbana fornendo significativi contributi alla discussione pubblica sul futuro di Bologna in termini di trasformazioni urbanistiche. L’appuntamento del 2002 è stato invece dedicato ai temi della mobilità urbana e territoriale e, più nello specifico, ai grandi progetti per cambiare, nel tentativo di migliorarla, l’accessibilità e la vivibilità della nostra città metropolitana. La scelta è nata dall'evidente e non più sopportabile condizione di congestione viaria in cui si trova Bologna, e dai pesanti problemi ambientali e di qualità della vita causati dal sistema di trasporto oggi esistente, fondato, in modo sicuramente eccessivo, sul mezzo privato. Abbiamo deciso di studiare e di parlare di mobilità perché è un tema strettamente legato ai diritti di cittadinanza dichiarati nel nostro "manifesto": il diritto alla libertà di cultura, all'istruzione, al lavoro, alla salute non possono essere garantiti se non è anche garantito il diritto di mobilità per tutti, e cioé il diritto all'accesso fisico ai luoghi di cultura, di istruzione, del lavoro ecc. Ma il diritto alla mobilità deve a sua volta garantire il diritto alla salubrità delle città, alla sicurezza stradale, ad un aria pulita, a meno rumore, all'ambiente urbano vivibile con luoghi di incontro e con spazi pubblici di qualità.

I Celestini hanno studiato i 5 progetti di mobilità su cui da alcuni anni le amministrazioni locali stanno discutendo. Li abbiamo illustrati sinteticamente nelle schede che troverete nelle pagine seguenti, evidenziandone gli aspetti positivi e quelli negativi, i costi e i vantaggi sociali ed ambientali, dichiarando, senza incertezze, che la nostra idea di mobilità è rivolta verso quei sistemi di trasporto che perseguono, e quindi non contraddicono, i diritti sopra richiamati. Ma è anche nostra convinzione che non esistano soluzioni magiche, taumaturgiche e prive di costi. La "positività" di un progetto non è stabilita dalla sua perfezione assoluta, dall'assenza di qualsiasi svantaggio sociale od ambientale. La ricerca del progetto "perfetto" porta a sicuri fallimenti per l'intera collettività, ovvero all'incapacità di decidere su alcuna delle soluzioni possibili. La "positività" di un progetto di mobilità, se si vuole uscire da visioni ideologiche o parziali, è invece legata alla soddisfazione di 2 condizioni generali, etiche prima che tecniche: la democrazia e la lunga durata. La prima condizione impone che qualsiasi progetto che investa significativamente una collettività, debba essere legittimato da quella stessa collettività - nei modi e nei tempi più opportuni - e che il dato tecnico circa le sua efficacia sia un elemento argomentativo e non decisivo. La seconda condizione impone invece al progetto di mobilità di non ipotecare né il futuro né l'altrove, semmai, al contrario, deve valorizzarli, cioè capitalizzarli. Ciò significa che le soluzioni ad un problema di mobilità debbono fondarsi sui concetti di equilibrio (tra consumi e risorse disponibili, ad esempio) ed equità (nei confronti degli individui di oggi e di domani) per soddisfare i diritti prima richiamati. Siamo altrettanto convinti che i problemi di mobilità urbana e metropolitana potranno essere risolti solo ed esclusivamente se ognuno dei progetti di mobilità diventano parte di un sistema di trasporto fortemente integrato: non esiste opera infrastrutturale che possa da sola svolgere ruoli efficaci ed esaustivi, così come è decisamente essenziale che vi sia piena coerenza fra la rete della mobilità e la distribuzione degli insediamenti urbani. In materia di mobilità sarebbe illusorio assegnare a qualsiasi progetto il valore di ricetta risolutiva; occorre lavorare su tutte le modalità della mobilità, dalle automobili al trasporto pubblico, dalle bici ai piedi, ciascuna secondo le proprie specifiche convenienze; occorre lavorare sulla sicurezza della mobilità, sulla gradevolezza della mobilità, sulla salute e il benessere della città, sulle sinergie, e soprattutto sui cittadini e sulle loro abitudini. Intendendo con ciò che è sempre più opportuno e urgente attivare politiche per "educare" alla mobilità.

Bologna sta pagando dolorosamente le incertezze amministrative degli ultimi 15 anni in tema di mobilità, anche per colpa delle miopìe dei governi nazionali. Il nodo autostradale-tangenziale è in evidente collasso funzionale, la rete del trasporto pubblico non è stata significamente incrementata, il Servizio Ferroviario Metropolitano subisce evidenti ritardi gestionali, i progetti di mobilità urbana sono largamente insufficienti a fornire una reale e competitiva alternativa al trasporto privato. A completare questo panorama, vi è una società civile e politica fortemente frammentata, conflittuale e divisa sulle prospettive di sviluppo e sulle soluzioni trasportistiche oggi in campo. In queste condizioni, se non s'interviene per invertire la rotta, è facilmente prevedibile che nei prossimi vent'anni succederà quanto è successo negli scorsi venti, e cioé un ulteriore degrado complessivo che peggiorerà la qualità della vita di tutti i cittadini a livelli difficilmente immaginabili. Questo non deve accadere! La Compagnia dei Celestini è nata per fornire contributi, attraverso l'informazione e la sensibilizzazione civica, affinché la classe politica ed amministrativa sappia assumersi le dovute responsabilità per compiere scelte di interesse pubblico, con lo scopo di costruire una città migliore di quella attuale.

"Fermi tutti!" è il titolo che abbiamo voluto dare al nostro seminario: un'esclamazione che indica un livello non sopportabile della situazione in cui tutti i bolognesi si trovano. Non è più possibile continuare ad essere tutti fermi, non è più accettabile il contributo di feriti e morti che avviene annualmente sulle nostre strade. Non è più sostenibile l'inquinamento atmosferico. Non è più accettabile il degrado fisico in cui versano le nostre città, le nostre strade, i marciapiedi, le poche piste ciclabili, il centro storico, le nostre piazze. La mobilità, ripetiamo, è un diritto fondamentale, attualmente non sufficientemente tutelato ed anzi troppo spesso negato ad una buona fetta di cittadini che risultano per questo un po' meno liberi degli altri!
"Il Ferro fa bene ai bambini" è il titolo di questo dossier. Sta a significare che la soluzione che rispetti democrazia e lunga durata è da cercare nei sistemi pubblici di mobilità di massa, sui cui fin qui, in Italia e a Bologna, s'è fatto troppo poco. E' attraverso un energica "somministrazione" di ferro (nel senso più ampio delle politiche integrate di mobilità pubblica) che si può sperare in uno sviluppo più equilibrato ed equo, per i bambini di oggi e di domani.

Il dossier è organizzato in tre sezioni, che raccolgono in maniera ordinata il materiale predisposto o prodotto in sede di seminario. La sezione che riguarda l’oggi comprende la presentazione dei cinque grandi progetti di mobilità in corso di discussione (le schede presentate a Contesole aggiornate, con una appendice sul progetto di rifunzionalizzazione della stazione ferroviaria), con due introduzioni, una sulla rilevanza del problema mobilità e una che presenta metodologie d’analisi, criteri valutativi e conclusioni. Ma per capire l’oggi uno sguardo su ciò che è accaduto ieri è molto utile: gli interventi di Giancarlo Mattioli e Mauro Moruzzi descrivono una vicina ma diversa stagione delle politiche per la mobilità a Bologna. Infine due aperture, verso il domani: alcune riflessioni di Rudi Fallaci sul rapporto tra sviluppo urbano e modi di mobilità e sulle tendenze attuali e gli appunti tratti dall’intervento di Hans Glauber.
Il seminario ha visto la partecipazione di molte persone e un’animata discussione ha seguito due provocatori interventi di Maria Rosa Vittadini e Hans Glauber, che non è stato possibile pubblicare per intero sul dossier. Il dossier rimane comunque un documento aperto per discussioni successive e si propone di essere un utile strumento informativo per chi vuole capire meglio come si potrà muovere domani a Bologna.

File allegati:

( ferro_1.pdf 339.44 KB )
 
( ferro_2.pdf 783.81 KB )
 
( ferro_3.pdf 1.42 MB )
 
( ferro_4.pdf 1.91 MB )
 
Solo testo ( testi ultimi.doc 237.00 KB )
 



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