Morto un Piano se ne fa un altro!Data di pubblicazione:
14.07.2003 12:27
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| Una nostra nota sul caso "via Larga", pubblicata su "l'Unità" del 13 luglio. |
| Via Larga: morto un Piano se ne fa un altro!
Le vicende del Piano Regolatore di Bologna – adottato nel 1986 e vigente dal 1989 – e dei suoi “pacchetti” di variante, non sono sufficientemente note ai cittadini, ma è da qui che bisogna partire se si vuole serenamente affrontare la questione, precipitata oggi in città, di Via Larga. In estrema sintesi, la classe politica che promosse, elaboro’ e adottò il Piano Regolatore non fu la stessa che, negli anni successivi, modificò pesantemente, lo stesso Piano. Che cosa significa? Significa che il Piano subì nel tempo – tra l’adozione e l’approvazione, e poi con le diverse varianti – un vero stravolgimento: le capacità edificatorie risultarono praticamente raddoppiate, saltarono le garanzie circa l’opportuno equilibrio tra residenza, servizi e terziario; non si realizzò mai il metrò leggero che doveva sostenere lo sviluppo della città. Su questi fatti, oggi, tutti i principali attori di quella stagione (tecnici, politici e intellettuali) sono unanimi nel riconoscere che l’impianto del piano ormai non esiste più. L’intervento di Via Larga si colloca in quest’ambito: il Piano Regolatore prevedeva che lì si dovessero ricollocare solo delle attività produttive (in luogo di quelle in dismissione); le successive varianti concessero “di più” fino ad arrivare alle destinazioni che il Consiglio Comunale ha approvato lo scorso lunedì notte. Di fronte a questo processo il Quartiere San Vitale ha fatto bene a richiedere e ottenere garanzie e contropartite per la collettività (aree a verde e correlazione dell’intervento con gli interventi sulla ferrovia suburbana), e bene hanno fatto coloro che – a sinistra - si sono adoperati per “ridurre il danno”. Il problema è che la politica della “riduzione del danno” non è più sufficiente. Perché “l’onda lunga” del PRG stravolto si abbatterà ancora, nel prossimo futuro, con conseguenze simili a quelle di Via Larga: ne è esempio tangibile l’insostenibile carico a cui l’area Fiera-Stalingrado sta per essere gravata. Che fare dunque? E’ necessario, a partire da un serio bilancio del passato, ridiscutere tutte le opportunità edificatorie del vecchio Piano Regolatore: opportunità che non devono più essere considerate come ineluttabili, nel momento in cui si sta approvando il Piano Territoriale della Provincia e comincia la discussione sul nuovo Piano Strutturale del Comune. La Compagnia dei Celestini |