Parliamo ancora (purtroppo) di infobox.Data di pubblicazione:
15.09.2003 15:07
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| Una nota, di una amico architetto, sul recente intervento di Sgarbi contro l'infobox di Bologna. |
| Vittorio Sgarbi è stato chiamato, qualche sera fa, a partecipare ad una cerimonia di "condanna" del così detto infobox dei progetti per la città della giunta Guazzaloca. Gli oppostiori di questo progetto (che ormai sono politicamente trasversali) si sono affidati all'onorevole Sgarbi, alla ricerca di una voce autorevole e "super partes", in grado di censurare efficacemente le gocce vetrate che costituiscono la struttura "fuori terra" dell'infobox. Ci sembra tuttavia che il ricorso a certi paladini e a certe argomentazioni, sia molto piu' dannoso di una modesta struttura vetrata (su cui ciascuno è ovviamente libero di esprimersi), non cogliendo (il paladino e le argomentazioni addotte), a nostro modesto avviso, la "lezione" che dall'infobox, e dalle polemiche sorte, se ne deve trarre.
Un amico ci ha scritto questa lettera, che pubblichiamo volentieri. In altre parti del sito trovate altre informazioni sullo stesso tema. ______________________________________________________________________ Cari Celestini, so che vi occupate di questioni ad altra scala, tuttavia siete rimasti l’unica realtà bolognese che, in qualche modo, si occupa di progettazione dell’ambiente. Vi scrivo per la tristissima questione dell’infobox di Piazza Re Enzo. Sulla tremenda confusione che si fa fra questioni politiche e questioni architettoniche si è già scritto altrove: evidentemente nessuno avverte questo pazzesco equivoco come tale, e quindi non vale la pena dilungarsi oltre. Il comitato Altrainformazione ha lanciato un concorso, fra il polemico e il goliardico, per trovare una definizione sarcastica delle due “gocce” di Cucinella, facendo una specie di concorso. La cerimonia conclusiva per assegnare la miglior definizione, per non so quale arcano motivo viene presieduta da Vittorio Sgarbi, personaggio sul quale mi astengo dal formulare alcun giudizio. Lo Sgarbi si chiede come mai sulla questione non è stato interpellato l’architetto Cervellati, ritenendolo evidentemente la massima autorità cittadina in materia di architettura e urbanistica. Forse perché Cervellati ha legato il suo nome ad alcuni discreti e delicati interventi di sapiente ricucitura urbanistica e di pregevole qualità architettonica, come Borgo Masini o la Disneyland che sorgerà sull’area Seabo. La cosa inquietante, tuttavia, è che Sgarbi definisce le gocce di Cucinella un “illecito estetico”. Proprio così: un “illecito estetico”. Avete capito? L’estetica può essere lecita o illecita. Ovviamente cosa sia lecito o illecito lo decide Sgarbi (o Cervellati?). Siamo già oltre il concetto di arte degenerata della germania degli anni ’20 (e sappiamo come è finita). Chissà perché mi ero fatto l’idea che il comitato Altrainformazione fosse (o si definisse) di sinistra. Sulla stampa trovo associati all’iniziativa anche note personalità della cultura bolognese, anche alcuni specialisti del settore, e i dirigenti della sinistra bolognese sembrano condividere l’iniziativa, e non sembrano dissociarsi dal tono e dallo stile della polemica. Tuttavia a mio parere si pone una domanda molto (ma molto) preoccupante. Condividono tutti il concetto di “illecito estetico”? Perché se è così è bene saperlo subito. Il concetto stesso di “illecito sul piano estetico" e una delle cose più illiberali, fasciste e antidemocratiche, che io possa concepire. Si lo so. E le elezioni, e si deve riconquistare Bologna e tutto quello che volete voi. Io posso anche capire per i soldi spesi (anche se devo ancora digerire che proprio la giunta di sinistra di Vitali volle vendere, con una tenacia ed una decisione veramente inspiegabili, le Farmacie Comunali, l’unica realtà di proprietà comunale che produceva reddito, più o meno un infobox all’anno). Ma cominciare a dare corda a chi concepisce l’illecito sul piano estetico mi sembra, per chi si dice di sinistra, inconcepibile. L’architettura è rimasta l’unica forma di espressione già ora pesantemente sottoposta a censura (a Bologna e in Italia più che altrove). Già ora l’architettura deve (sempre) venire a patti con i gusti, i desideri o le palesi ripicche dei vari “uffici competenti”, che, in forza di questo stato di cose, detengono il vero potere di consentire o inibire le trasformazioni del territorio (e naturalmente i business correlati). Possibile che la sinistra (quella sinistra) non rabbrividisca e non senta il bisogno di prendere le distanze di fronte a una concezione così repellente come l’“illecito estetico”? Si pensa forse di usare Sgarbi come ariete per la questione infobox? Possibile che la sinistra bolognese sia tanto sprovveduta, tanto meschina e tanto a corto di idee da avere bisogno di un provocatore televisivo per contestare la giunta Guazzaloca? Cos’è, ci ritroveremo Sgarbi assessore all’urbanistica nella nuova (speriamo…) giunta di sinistra? Qui si scherza col fuoco: si comincia con gli illeciti estetici e si finisce con i reati d’opinione. L’inspiegabile silenzio di tutti su questa questione è altrettanto sconcertante. Ma davvero la sinistra può tollerare che vi sia qualcuno che decide cosa sia lecito o illecito sul piano architettonico? Ma forse per qualche sinistra (e a questo punto però non so più se può definirsi tale) non è poi così sbagliato; dopotutto sono vent’anni che, su molte questioni, vi sono già uffici, funzionari, professionisti e politici (sedicenti di sinistra)che decidono se un progetto è lecito o no. Possibile? Architetti, per la miseria, fatevi sentire! Stefano Pantaleoni |