Piano Particolareggiato area "Ex Panigal"

Data di pubblicazione: 05.02.2002 13:54
AREA EX PANIGAL
Comparto R3.17 del PRG ’85 attuato tramite Piano Particolareggiato
(proponenti: COPALC, RIVADIRENO, SOFIRCOOP)


Gli aspetti procedurali:
Si tratta di un comparto previsto dal PRG ’85 che viene attuato tramite un Piano Particolareggiato di iniziativa privata, che prevede anche una variante non sostanziale al PRG per la modifica della perimetrazione del comparto (coincidenza con i confini catastali).
L’area di intervento:
Si tratta di un’area localizzata nel Quartiere Reno – Santa Viola – tra le vie Emilia Ponente, via Speranza, via Decumana, via della Guardia ed il fiume Reno, alla data di redazione del PRG occupata prevalentemente da costruzioni industriali (sede dimessa della ex Panigal), costruzioni artigianali, da una modesta quota di residenza e da una piazzetta di proprietà comunale affacciata sulla via Emilia destinata a sede di un mercatino rionale di generi alimentari. L’area è inserita in un contesto urbano tipico dell’espansione edilizia degli anni ‘50-‘60, caratterizzata da un mix di funzioni artigianali-industriali e residenziali, e da un’edilizia spontanea, priva di un disegno urbano complessivo e caratterizzata dalla totale assenza di definizione e risoluzione degli spazi pubblici.
Le previsioni di PRG:
Il PRG ’85 individua l’area come Zona Urbana Speciale R3 da assoggettare a intervento urbanistico preventivo (Piano Particolareggiato), disciplinato da una specifica scheda normativa che prevede la sostituzione degli usi produttivi con destinazioni prevalentemente residenziali e a servizi, maggiormente compatibili con il contesto urbano in cui l’area è collocata. All’interno del comparto di intervento è individuata una zona “AS” per attrezzature di interesse comune e, in prossimità del fiume Reno, una zona destinata a verde pubblico attrezzato V, parte del Parco Lungo Reno, già in parte attuato sulla sponda opposta del fiume.
La scheda normativa di PRG R3.17 prevede, nello specifico, la possibilità di insediare usi residenziali, esercizi commerciali, attrezzature di interesse comune, artigianato… applicando un indice di utilizzazione territoriale piuttosto alto, pari a quello derivante dall’edificazione esistente (Ut=Ute), fino ad un massimo di 1,00 mq/mq di St, esclusa l’area con destinazione “AS” (zona per attrezzature di interesse comune), la cui superficie utile è determinata dall’applicazione dell’indice specifico di zona (cioè Uf=0.5 mq/mq Sf, ai sensi dell’art. 30 della NTA). In fase di studio del piano attuativo, la posizione dell’area destinata ad “AS” prevista dal PRG può essere modificata, purchè sia garantita la realizzazione di una piazza affacciata sulla via Emilia Ponente, delle dimensioni minime di 50x50 metri. La destinazione d’uso specifica della zona AS è decisa dal Consiglio Comunale su proposta del Consiglio di Quartiere, che valuta quali tra le attrezzature e gli usi indicati sono necessari o prioritari nelle varie zone.
Il progetto:
Dalle previsioni del PRG e dall’analisi del contesto urbano sono derivate le linee conduttrici del progetto di Piano Particolareggiato: la localizzazione di un nucleo di interesse sulla via Emilia Ponente, tale da caratterizzarsi come il centro dell’insediamento, e la valorizzazione del collegamento con il Parco Lungo Reno, tramite l’apertura verso il fiume. Sulla base di tali indicazioni, il progetto si struttura lungo una sequenza di spazi urbani a carattere pedonale, che, attraverso l’utilizzo della tipologia a corte aperta, forma due piazze principali. Di queste, una si affaccia direttamente sulla via Emilia Ponente ed è destinata ad accogliere sia il mercatino rionale che gli edifici per le attrezzature di interesse comune (AS) destinati a studentato; l’altra è caratterizzata da un sistema porticato a servizio delle strutture commerciali e direzionali collocate al piano terreno e dalla grande ciminiera, che nell’ipotesi di progetto doveva rappresentare l’elemento simbolico conservato a testimonianza della precedente utilizzazione dell’area. Due edifici gemelli di tipologia a torre (10 piani) rappresentano il ‘portale’ dell’asse est-ovest che, tramite un edificio basso a corte, organizzato a gradoni, media il passaggio tra l’ambiente edificato e quello naturale, costituito dal parco sul fiume Reno.
Le quantità:
Superficie territoriale del comparto (St) = 36.428 mq (di cui 4.891 mq superficie “AS”)
Indice di utilizzazione territoriale per il comparto (Ut=Ute, < 1.00 mq/mq) = 0.720 mq/mq
Indice di utilizzazione fondiario per la zona “AS” (Uf) = 0.50 mq/mq
Superficie utile complessiva (Su) = 24.585 mq, di cui:
Superficie utile per residenza (U1) = 20.916 mq (di cui 4.353 mq per edilizia convenzionata = 20%)
Superficie utile per pubblici esercizi, commerciale e terziario diffusi (U20, U21, U22) = 1.133 mq
Superficie utile per artigianato di servizio (U23) = 90 mq
Superficie utile per servizi sociali, culturali, ricreativi (U13) = 2.045 mq
Superficie utile per il mercatino rionale (U20) = 400 mq
Numero abitanti potenzialmente insediabili = 627
Gli standard:
Superficie totale destinata a standard = 20.148 mq (> dei richiesti 19.911 mq)
Superficie destinata a verde pubblico (V1) = 10.040 mq (di cui 1.490 mq collocati al di fuori del
comparto in prossimità del fiume Reno di proprietà comunale, ceduta ai soggetti attuatori del comparto per garantire lo standard minimo e successivamente riceduta gratuitamente al Comune)
Superficie destinata parcheggi pubblici (P1) = 6.063 mq (per la maggior parte interrati, collocati al di sotto della piazza del mercatino rionale)
Superficie destinata ad attrezzature di interesse comune “AS” = 4.045 mq
Verifica dello stato di attuazione degli standard pubblici
Nel “Primo rapporto sulle condizioni di sostenibilità delle previsioni urbanistiche del Comune di Bologna” redatto nell’ambito della elaborazione dello Schema Direttore Territoriale Metropolitano, si è condotta una verifica dello stato di attuazione degli standard pubblici previsti nel territorio comunale bolognese, aggiornato al 1996. La verifica degli standard e del loro stato di attuazione quanti-qualitativo è stata operata tenendo in considerazione i contenuti e le prescrizioni derivate dall’applicazione degli articoli 13,35 e 46 della L.R. n.47/78 e successive modifiche.
Si è provveduto a suddividere i quartieri in sottoambiti definiti Unità Territoriali Urbanistiche (64 per l’intero territorio comunale), dopodichè si è proceduto al calcolo della dotazione di standard urbanistici ed al calcolo degli standard attuati anche rispetto a questa dimensione territoriale. A tale suddivisione in sottoambiti ha corrisposto una suddivisione della popolazione complessiva indicativamente per sottomultipli di 5.000-6.000 abitanti inoltre la suddivisione è stata condizionata ed indirizzata anche dalle “barriere urbanistiche” (ferrovie, strade di scorrimento urbano, fiumi,…) che rappresentano i reali limiti fisici di gravitazione e di accesso ai servizi.
L’area Ex Panigal è ricompresa nella UTU denominata R2 (nel quartiere Reno) che presenta uno Standard totale (attuato e non attuato) pari a 12,60 mq/ab e uno Standard attuato di 7,07 mq/ab.
Siamo quindi in presenza di una dotazione di Standard notevolmente al di sotto dello Standard minimo fissato a livello nazionale dal D.M. 2 aprile 1968 n.1444 (18 mq/ab), portato dalla LR 47/78 ad una quota pari a 30 mq per abitante.
Le problematiche ambientali e infrastrutturali
Lo studio delle problematiche ambientali ed infrastrutturali è avvenuto attraverso due modalità: l'analisi dello "Studio di compatibilità ambientale del Piano particolareggiato dell'area ex Panigal (via Emilia Ponente) – R.3.17" a cura della Oikos Ricerche e un sopralluogo sull'area in oggetto.
Lo studio di compatibilità ambientale affronta i seguenti temi: struttura della viabilità e flussi di traffico; caratteri acustici dell'area; atmosfera.
Struttura della viabilità e flussi di traffico: nel periodo diurno i valori di traffico più elevati si registrano sulla via Emilia, con flussi veicolari che superano i 70.000 veicoli nei due sensi di marcia nelle 24 ore; valori di un certo rilievo si registrano anche per via Speranza e via Agucchi, con flussi che superano i 16.000 v/g nei due sensi di marcia nel primo caso e i 15.000 v/g nel secondo. Riguardo ai veicoli pesanti, la maggiore incidenza si registra sulla via Emilia con valori compresi tra 2.500 e 4.000 veicoli nel periodo diurno e 100-150 in quello notturno; si sottolinea poi l'importanza che ha l'elevata velocità media di scorrimento del flusso veicolare sulla via Emilia, che si aggira su valori compresi tra 50 e 70 km/h.
Caratteri acustici: poiché al momento della stesura dello studio il Comune di Bologna non aveva ancora classificato il proprio territorio in base a quanto previsto dal DPCM 01/03/91 "Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno", tenendo conto delle caratteristiche future previste e dell'ambiente complessivo si è ipotizzata l'inclusione dell'area nella IV classe prevista dal DPCM ("aree di intensa attività umana…"), che prevede i seguenti limiti massimi del livello sonoro equivalente: periodo diurno (ore 6-22): 65 dB(A); periodo notturno (ore 22-6): 55 dB(A). Dall'analisi emerge che già oggi si registra uno stato di forte criticità per gli edifici posti in prossimità della via Emilia, stato che le simulazioni rispetto al progetto confermano in pieno (superamento dei limiti nel periodo diurno con valori compresi tra 72 e 74 dB(A) e in quello notturno con valori compresi tra 65 e 67 dB(A)). Le conclusioni a cui si giunge sostengono quindi che: "…emerge una situazione acustica dello scenario futuro accettabile in gran parte dell'area ad esclusione della fascia lungo la via Emilia per la quale le analisi hanno evidenziato una situazione critica sensibilmente superiore ai limiti definiti dal DPCM, che tuttavia risulta già presente allo stato attuale, sostanzialmente con lo stesso stato di gravità [!]. Tale situazione richiede dunque di prevedere, per quanto riguarda la nuova edificazione prevista dal progetto, adeguati interventi mitigativi che rendano compatibile l'insediamento con i livelli acustici presenti e futuri".
Atmosfera: le simulazioni effettuate sono partite dai seguenti assunti: le emissioni da traffico si riferiscono alla circolazione che si svolge giornalmente sui tratti stradali principali dell'area oggetto di studio e le emissioni degli impianti di riscaldamento si riferiscono ai soli impianti previsti nell'insediamento in progetto. Detto ciò dallo studio emerge che in seguito alla realizzazione dell'intervento si registra un sostanziale mantenimento dei livelli di emissioni stimate nel 1993, relativamente al monossido di carbonio (+ 0,6%), mentre per gli ossidi di azoto è previsto un incremento di circa il 26%. In realtà, se proiettati nell'arco di un anno, l'incidenza relativa delle emissioni di monossido di carbonio aumentano di molto, rispetto alle emissioni di ossidi d'azoto. In conclusione si afferma che: le emissioni di monossido di carbonio sono di gran lunga superiori a quelle di ossidi d'azoto; tutte e due le emissioni derivano prevalentemente dal traffico veicolare; i risultati ottenuti fanno prevedere per il sito in oggetto, il mantenimento della qualità attuale dell'aria per quanto riguarda il CO ed un sensibile peggioramento (+ 26% delle emissioni) per quanto riguarda gli Nox; "…è possibile affermare che l'area … risulta già, e continuerà ad essere, caratterizzata da fenomeni di inquinamento atmosferico, con prevalente origine da traffico, che tuttavia risultano di modesta entità se confrontati con i livelli raggiunti da altre aree urbane più centrali [!]. E' possibile dunque ritenere accettabile la situazione prevista, pur confermando la necessità di interventi sulla mobilità a livello urbano tendenti a ridurre complessivamente le emissioni da traffico".
In sintesi emerge quindi che: la problematicità delle condizioni ambientali dell'area deriva in modo pressoché esclusivo dall'intenso traffico veicolare; rispetto all'inquinamento acustico si ammette esplicitamente che la questione si sposta dal tema degli impatti delle opere da realizzare a quello della compatibilità di dette opere e delle funzioni ospitate rispetto alle condizioni ambientali che si presentano all'intervento. In realtà dal paragrafo conclusivo sulla compatibilità dell'intervento non emergono elementi chiari e specifici, dal momento che, a fronte di una ripresa delle questioni precedentemente sollevate, si mettono solo in evidenza i punti problematici.
Sintesi e proposte. Inquinamento acustico: si riconosce l'impossibilità di pensare a riduzioni del volume di traffico, che comunque non assicurerebbero di raggiungere valori al di sotto dei limite di legge; si dichiara irrealistica la soluzione di schermature lungo i tratti in affaccio sulla via Emilia; la rilocalizzazione gli edifici non viene considerata una soluzione possibile perché richiederebbe di cambiare il disegno complessivo e si dovrebbero rivedere le scelte urbanistiche del PRG soprattutto relativamente alla realizzazione di una piazza di 50x50 m in affaccio sulla via Emilia. Altre ipotesi non vengono individuate. Pertanto si dichiara l'impossibilità di rispettare insieme le scelte di piano e i limiti imposti dal DPCM 1/3/91. In ogni caso vengono suggerite soluzioni progettuali e accorgimenti tecnico-esecutivi "…atti a ridurre al minimo l'impatto acustico nei locali abitativi"; queste soluzioni si articolano in: 1) soluzioni da prendersi in sede di progettazione edilizia (scelte distributive degli alloggi, assenza di aperture nelle testate rivolte verso la via Emilia, isolamento acustico; installazione di doppi e tripli vetri; evitare la presenza di logge e rivestire gli intradossi dei balconi con materiale fonoassorbente; prevedere porticati al piano terra; prevedere impianti di ventilazione meccanica controllata degli spazi abitativi); 2) soluzioni di medio-lungo periodo: si suggeriscono interventi di bonifica acustica dell'area, ovvero degli edifici che si affacciano sulla via Emilia [?].
Inquinamento atmosferico: le stesse indicazioni individuate per il punto precedente varrebbero anche per ridurre questo inquinamento; in più si conclude dicendo: "la compatibilità ambientale dell'intervento – sostanzialmente verificata per l'inquinamento atmosferico – e il modesto impatto ambientale (dovuto ai soli impianti di riscaldamento) consentono in questo caso di programmare, senza vincoli di emergenza, le azioni di miglioramento della qualità ambientale, in gran parte coincidenti con quelle necessarie per la riduzione dell'inquinamento acustico".
Durante il sopralluogo si è potuto constatare il grossissimo problema rappresentato dal traffico lungo la via Emilia, indiscutibilmente fonte di rumore e di inquinamento atmosferico; ma ci si è inoltre accorti che lungo il fiume Reno, passa, parallelamente al corso del fiume, e di fronte ad un'area verde ad uso pubblico in corso di realizzazione, un grosso elettrodotto. Mentre un secondo elettrodotto, pur al di fuori del perimetro del comparto, passa dietro la prima fila di case che si affacciano su via Speranza.
Gli esiti formali
Per esprimere un giudizio rispetto agli esiti formali è necessaria l'individuazione di una serie di categorie interpretative, il più possibile condivise, che permettano l'espressione di una riflessione e quindi di un giudizio.
Dal momento che si sta svolgendo una riflessione a fini urbanistici, non si è voluti entrare nel merito di questioni di natura prettamente architettonica, limitandosi invece ad individuare temi e problemi afferenti al campo più specifico del progetto urbano e degli spazi aperti (ovvero del "progetto di suolo", per usare un'espressione decisamente secchiana).
Ciò premesso, le categorie individuate sono:
1. rispondenza della soluzione plano-altimetrica alle caratteristiche del contesto;
2. rapporto tra costruito e spazi aperti (rapporti dimensionali, forme e struttura degli spazi aperti…);
3. rapporto tra costruito, viabilità ed accessibilità (modalità d'accesso, accessibilità complessiva ai vari spazi, rapporti tra viabilità ordinaria e viabilità interna, possibilità d'orientamento…);
4. materiali utilizzati e qualità degli spazi aperti, pavimentati o a verde;

1. Poiché il PRG ha previsto, per questo intervento, la possibilità di recuperare l'intero volume preesistente, risulta evidente che, per trovare delle aree per gli standard di verde e parcheggio (nonostante questi ultimi siano stati comunque in parte individuati nel sottosuolo), il tipo di insediamento che si andava a prevedere sarebbe stato di edifici medio-alti (6-8 piani); rispetto all'intorno, costituito da edifici di altezza medio-bassa (2-4 piani), si è così realizzato un comparto estraneo quando non decisamente in contrasto (ad eccezione di della parte in affaccio sul fiume Reno). Decisamente incongruente appare la scelta di collocare una torre a chiudere la piazza pubblica con mercato in affaccio sulla via Emilia. Tale scelta ha infatti comportato che un numero decisamente alto di alloggi subisce l'impatto di rumore e inquinamento proveniente dalla strada suddetta; per gli stessi motivi la stessa collocazione della piazza appare decisamente infelice; così come lo studentato negli altri due edifici che conterminano la piazza; infatti tutto lo spazio subisce gli impatti provenienti dalla via Emilia. La conformazione e la dimensione dei portici, le variazioni altimetriche e l'abbattimento della vecchia ciminiera, che si era peraltro previsto di mantenere come elemento simbolico, non consentono di leggere adeguatamente l'asse ordinatore Est-Ovest, lungo il quale si organizzano una sequenza di spazi aperti. Questi ultimi, tuttavia, sono schermati dalla via Emilia dagli stessi edifici che li individuano e che assicurano un buon abbattimento dell'inquinamento acustico proveniente dalla strada suddetta.
2. La scelta di mediare il rapporto tra la piazza in affaccio sulla via Emilia e la grande corte centrale con un edificio a torre solleva un problema formale: troppo accentuato è infatti il contrasto tra la torre stessa e lo spazio della piazza sulla via Emilia, al cui centro è stato collocato l'edificio coperto del mercato rionale, di un solo piano. Nonostante il complesso si articolato da ben 6 spazi aperti, solo la corte centrale è apparsa realmente fruibile, insieme ad una piccola porzione di giardino collocato a fianco del parcheggio pubblico su via Speranza; tutti gli altri si presentano come spazi formalmente molto definiti ma decisamente poco fruibili. In particolare appare un'occasione veramente persa la corte in affaccio su quello che dovrà diventare un parco lungo il Reno; si tratta infatti di uno spazio troppo ambiguo, male articolato nella struttura degli spazi privati e pubblici, oltre che probabilmente troppo "disegnato". Gli spazi classificati (e destinati!) a verde pubblico, fatta eccezione per il giardinetto a fianco del parcheggio su via Speranza, già più su ricordato, appaiono troppo frammentati, mal progettati (vedere fra tutti la presenza di una cabina di servizio che separa completamente in due tronconi il già ristretto spazio individuato in fregio alla strada interna di servizio) e in parte mal tenuti (vedere lo spazio a fianco della rampa del ponte sul Reno, oltretutto anch'esso deturpato dalla presenza di una cabina di servizio). Assolutamente incongruente appare poi il portico posto davanti e di lato ai due edifici destinati a studentato; infatti, poiché si tratta di due edifici isolati, fortemente arretrati rispetto alla strada, non si capisce la funzione del portico, soprattutto nel tratto in affaccio sulla via Emilia, tenuto anche conto del fatto che su di esso non si apre alcuna apertura di sorta.
3. Il complesso appare decisamente ben accessibile, dal punto di vista sia carraio che pedonale. Rispetto all'accessibilità delle auto suscita qualche perplessità l'aver concesso la possibilità di accedere allo spazio della piazza in affaccio sulla via Emilia; in questo modo, infatti, lo spazio intorno al mercato coperto è diventato un parcheggio libero, perché non pensato a tale scopo; fatto questo che contribuisce a caratterizzare negativamente lo spazio tra il mercato e la torre alle sue spalle, che è diventato a tutti gli effetti un "retro" per entrambi gli edifici. Un elemento che salta immediatamente all'occhio per i perversi effetti negativi che origina è la quasi completa mancanza di corrispondenza tra gli accessi dalle strade al contorno, i sottoportici di passaggio e i percorsi interni: questi tre elementi, infatti, difficilmente si presentano in sequenze chiare e logiche; il più delle volte risultano infatti disassati tra loro (anche solo di 1 m o 1,5 m) o interrotti/sbarrati per la presenza di fioriere o parapetti di protezione per le griglie d'aerazione e le rampe di accesso ai garage sotterranei. Talvolta le stesse porte d'entrata alle abitazioni sono state aperte a poche decine di centimetri dai parapetti suddetti o dagli spazi destinati a parcheggio di superficie.
4. I materiali utilizzati per le pavimentazioni sono decisamente di pregio (porfido e cotto per la maggior parte). Tuttavia il disegno a terra denota una certa superficialità e grosse incongruenze, soprattutto rispetto al posizionamento e alla forma delle numerosissime griglie d'areazione dei garage. Un'esecuzione talvolta poco accurata contribuisce alla sensazione di superficialità e non accuratezza nello studio dello spazio aperto. Anche la realizzazione poco accurata e l'attuale mancanza di manutenzione di molti degli spazi verdi sono all'origine dell'impressione di una certa dozzinalità nei modi in cui il tema è stato affrontato e risolto.




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