Accordo di Programma area "Via delle Armi"

Data di pubblicazione: 05.02.2002 13:55
AREA VIA DELLE ARMI - SCIESA
Accordo di Programma per la proposta ad arcipelago n. 49 in Variante al PRG (proponenti: Eredi Sarti, poi Costruzioni Edili Zucchini)


Gli aspetti procedurali:
Si tratta di un Accordo di Programma che ha come oggetto un intervento ad arcipelago che interessa cinque diverse aree destinate dal vigente PRG a Verde pubblico, per le quali si propone la modifica della destinazione di zona urbanistica per permettere su due di esse l’edificazione.
La proposta di Accordo di Programma in variante, contrassegnata con il numero 49, viene presentata dai proponenti in occasione della comunicazione pubblica promossa dal Comune di Bologna con l’Odg 70, allo scopo di raccogliere proposte da parte di soggetti pubblici e/o privati per la realizzazione di programmi aventi l’obiettivo del recupero e della riqualificazione urbana.
L’area di intervento:
La proposta di intervento interessa contestualmente cinque diverse aree della città attualmente in ‘stato di abbandono’:
§ Area di via delle Armi/Mascagni
Si tratta di un’area del quartiere Savena / Santo Stefano compresa tra la massicciata della linea ferroviaria FI-BO, una vasta zona militare ed una parte di città densamente edificata a destinazione prevalentemente residenziale. L’area è suddivisa in tre zone dal passaggio di via delle Armi ed ospita, all’interno del lotto di maggiori dimensioni, una cabina di trasformazione elettrica.
§ Area di via Sciesa
Si tratta di un’area del quartiere Borgo Panigale compresa tra una zona edificata a destinazione prevalentemente residenziale, l’edificio delle Poste e Telecomunicazioni, la stazione ferroviaria di Borgo Panigale, ed una vasta zona verde limitata dalla ferrovia ad est e dalla tangenziale ad ovest, all’interno della quale è ubicata una cava.
§ Aree di via Brodolini, via della Barca, via Tintoretto
Si tratta di tre aree verdi del quartiere Reno di ridotte dimensioni, facenti parte di più vaste zone destinate a verde pubblico attrezzato.
Le previsioni di PRG:
Si tratta di aree che il vigente PRG ’85 riconosce come zone destinate a verde pubblico attrezzato (V), cioè come parti della dotazione comunale complessiva di standard pubblici di quartiere. Per tali aree, non ancora acquisite dal Comune, risulta scaduto il vincolo quinquennale.
La variante al PRG:
La proposta di variante riguarda un programma di intervento cosiddetto “ad arcipelago” che interessa contestualmente cinque aree, prevedendo per due di esse la parziale edificazione e per le restanti tre l’attuazione degli standard. Rispetto agli obiettivi di riqualificazione urbana cui l’Odg. 70 fa riferimento, l’intervento ha lo scopo, a fronte di una congruo riconoscimento edificatorio, di cedere al Comune ed attrezzare spazi pubblici attualmente degradati e in stato di abbandono, per i quali è scaduto il vincolo quinquennale di destinazione a verde pubblico.
La Variante prevede quindi il riconoscimento in un unico comparto R3.36* delle cinque aree di intervento, cui fa riferimento una scheda normativa di PRG che ne definisce le caratteristiche, tra cui la cessione di standard pubblici superiore al doppio rispetto alla dotazione richiesta dalla legislazione vigente.
§ Area di via delle Armi/Mascagni
L’area, precedentemente interamente destinata a verde pubblico, diventa in parte edificabile per usi prevalentemente residenziali (U1), e per una quota di pubblici esercizi, commercio, terziario e artigianato (U20, U21, U22, U23).
§ Area di via Sciesa
Anche in questo caso l’area, precedentemente interamente destinata a verde pubblico, diventa in parte edificabile per usi prevalentemente residenziali (U1), e per una quota di pubblici esercizi, commercio, terziario e artigianato (U20, U21, U22, U23).
§ Aree di via Brodolini, via della Barca, via Tintoretto
Per le tre aree, già destinate dal PRG vigente a verde pubblico, si prevede esclusivamente la cessione all’Amministrazione e la realizzazione di alcuni interventi di manutenzione del verde esistente.
Il progetto di Piano Particolareggiato:
§ Area di via delle Armi/Mascagni
Il progetto prevede in quest’area la realizzazione di alcuni edifici residenziali (una torre e due corpi di fabbrica con andamento curvilineo, tutti porticati al piano terra per garantire la permeabilità visiva), e la sistemazione della zona che costeggia la ferrovia ad uso pubblico, per la realizzazione di una zona a verde attrezzata con orti urbani.
§ Area di via Sciesa
Il progetto prevede la realizzazione di un edificio residenziale notevolmente arretrato rispetto al ciglio stradale di via Sciesa, e la sistemazione della restante area ad uso pubblico, per la realizzazione di una zona verde attrezzata dotata di percorsi pedonali e ciclabili, in continuità con il futuro parco pubblico dell’area ex Bruschetti.
Le quantità:
§ Complessive dell’intervento
Superficie territoriale del comparto (St) = 44.534 mq
Indice di utilizzazione territoriale (Ut) = 0,21 mq/mq
Superficie utile complessiva (Su) = 9.692 mq , di cui:
Superficie utile per residenza (U1) = 9.362 mq
Superficie utile per commerciale, terziario, artigianato (U20, U21, U22, U23) = 329 mq
§ Area di via delle Armi / Mascagni
Superficie territoriale del comparto (St) = 23.749 mq
Indice di utilizzazione territoriale (Ut) = 0.30 mq/mq
Superficie utile complessiva (Su) = 7.304 mq , di cui:
Superficie utile per residenza (U1) = 7.064 mq
Superficie utile per commerciale, terziario, artigianato (U20, U21, U22, U23) = 240 mq
§ Area di via Sciesa
Superficie territoriale del comparto (St) = 10.250 mq
Indice di utilizzazione territoriale (Ut) = 0.23 mq/mq
Superficie utile complessiva (Su) = 2.387 mq , di cui:
Superficie utile per residenza (U1) = 2.298 mq
Superficie utile per commerciale, terziario, artigianato (U20, U21, U22, U23) = 88 mq
§ Aree di via Brodoloni, via della Barca, via Tintoretto
Superficie territoriale del comparto (St) = 10.534 mq
Gli standard:
§ Complessivi dell’intervento
Superficie totale destinata a standard = 25.039 mq
Superficie destinata a verde pubblico (V1) = 23.067 mq (il PRG ’85 destinava a V: 44.534 mq)
Superficie destinata parcheggi pubblici (P1) = 1.972 mq
§ Area di via delle Armi / Ma scagni
Superficie totale destinata a standard = 8.311 mq
Superficie destinata a verde pubblico (V1) = 7.002 mq (il PRG ’85 destinava a V: 23.749 mq)
Superficie destinata parcheggi pubblici (P1) = 1.309 mq
§ Area di via Sciesa
Superficie totale destinata a standard = 6.162 mq
Superficie destinata a verde pubblico (V1) = 5.530 mq (il PRG ’85 destinava a V: 10.250 mq)
Superficie destinata parcheggi pubblici (P1) = 1.972 mq
§ Aree di via Brodoloni, via della Barca, via Tintoretto
Superficie destinata a verde pubblico (V1) = 10.534 mq (come da PRG ’85)
Verifica dello stato di attuazione degli standard pubblici
L’operazione proposta, prevedendo la modifica della destinazione urbanistica di zone destinate a standard dal PRG per la parziale edificazione, si configura come una sottrazione di standard dalla dotazione complessiva comunale: tale diminuzione può trovare una qualche giustificazione solo se supportata almeno da documenti ed analisi che dimostrino una dotazione complessiva soddisfacente rispetto alla presenza di aree destinate a servizi nei quadranti urbani in cui sono collocate le aree di intervento. Trattandosi di un intervento ad arcipelago risulta a maggior ragione opportuno valutare preventivamente l’effettiva presenza di standard nei quadranti urbani in cui ricadono le aree, allo scopo di integrare la dotazione di servizi nei settori che ne sono maggiormente carenti. In questo caso, ad esempio, a fronte di una diminuzione della quantità di verde pubblico in ambiti densamente costruiti dove la dotazione di standard risulta scarsa o appena sufficiente, l’intervento prevede la cessione di verde pubblico in ambiti caratterizzati dalla presenza di una sufficiente o addirittura ottima dotazione di servizi.
Nel “Primo rapporto sulle condizioni di sostenibilità delle previsioni urbanistiche del Comune di Bologna” redatto nell’ambito della elaborazione dello Schema Direttore Territoriale Metropolitano, si è condotta una verifica dello stato di attuazione degli standard pubblici previsti nel territorio comunale bolognese, aggiornato al 1996. La verifica degli standard e del loro stato di attuazione quanti-qualitativo è stata operata tenendo in considerazione i contenuti e le prescrizioni derivate dall’applicazione degli articoli 13,35 e 46 della L.R. n.47/78 e successive modifiche.
Si è provveduto a suddividere i quartieri in sottoambiti definiti Unità Territoriali Urbanistiche (64 per l’intero territorio comunale), dopodichè si è proceduto al calcolo della dotazione di standard urbanistici ed al calcolo degli standard attuati anche rispetto a questa dimensione territoriale. A tale suddivisione in sottoambiti ha corrisposto una suddivisione della popolazione complessiva indicativamente per sottomultipli di 5.000-6.000 abitanti inoltre la suddivisione è stata condizionata ed indirizzata anche dalle “barriere urbanistiche” (ferrovie, strade di scorrimento urbano, fiumi,…) che rappresentano i reali limiti fisici di gravitazione e di accesso ai servizi.
L’area di via Delle Armi/Mascagni è ricompresa nella UTU denominata S9 (nel quartiere Savena) che presenta uno Standard totale (attuato e non attuato) di 12,40 mq/ab, di cui attuati solo 5,49 mq/ab. Siamo quindi in presenza di uno Standard totale notevolmente al di sotto dello Standard nazionale minimo fissato dal D.M. 2 aprile 1968 n.1444 (18 mq/ab), portato dalla LR 47/78 ad una quota minima pari a 30 mq per abitante.
L’area di via Sciesa è ricompresa nella UTU denominata BP4 (nel quartiere Borgo Panigale) che presenta invece uno Standard totale piuttosto elevato, pari a 42,51 mq/ab, di cui risulta però attuata solo una minima parte (13,82 mq/ab).
Le aree di via Brodolini, via della Barca, via Tintoretto, sono invece ricomprese nella UTU denominata R4 (nel quartiere Reno) che presenta uno Standard totale pari a 24,82 mq/ab, quindi leggermente inferiore rispetto alle indicazioni della LR 47/78 (30 mq/ab), con una quota attuata pari a 15,10 mq/ab.
Le problematiche ambientali e infrastrutturali
La valutazione di sostenibilità ambientale preventiva prevista dall’OdG 70, condotta con il metodo dell’analisi multi criteri, è stata suddivisa in due setacci: il primo riguarda i vincoli ambientali e urbanistici, il secondo la sostenibilità ambientale, urbanistica e di mobilità.
Il primo setaccio, oltre al vincolo di rispetto stradale, ha messo in evidenza per l’area di via Sciesa la presenza del vincolo aeroportuale.
Per quanto riguarda la valutazione effettuata attraverso il secondo setaccio, questa ha invece evidenziato per la componente rumore un’incompatibilità pari al 51% dell’area di via delle Armi rispetto ai limiti del DPCM’91 pari a 65 dB(A) per il periodo diurno e 55 dB(A) per il periodo notturno. Il risultato è stato ottenuto considerando sia il traffico veicolare che quello ferroviario, senza però sommarne energeticamente i contributi, ma considerando semplicemente la percentaule di superficie dell’area che si trova oltre i limiti della IV classe per ogni tipo di sorgente, considerando il campo libero. In particolare per quanto riguarda il rumore ferroviario, il tratto di rete ferroviaria Bologna-firenze, è interessato dal passaggio sia di treni passeggeri che di treni merci, con una frequenza fino a 240 treni/giorn; risulta quindi necessaria una fascia di ambientazione acustica di circa 80-100 m, per il rispetto dei limiti di legge riferiti al periodo notturno.
In base alle analisi svolte per la predisposizione del Piano Particolareggiato, le simulazioni effettuate a finestre aperte, considerando la realizzazione di una barriera acustica di altezza 4 m (altezza massima consentita) e distante dal binario 6 m (distanza minima consentita), hanno evidenziato, per la facciata esposta verso i binari dell’edificio vicino alla ferrovia, un clima acustico superiore fino a 7 dB(A) rispetto al valore limite della III classe per il periodo notturno, pari a 50 dB(A). È stato quindi previsto, oltre alla realizzazione della barriera, anche l’utilizzo di infissi con indice di valutazione del potere fonoisolante superiore a 20 dB(A), per rientrare nei valori limite di immissione applicabili all’interno degli edifici a finestre chiuse (40 dB) quando non sia possibile rispettare i limiti assoluti d’immissione in facciata.
Per quanto riguarda le altre componenti ambientali la valutazione preliminare ha evidenziato, in particolare per l’area di via Sciesa, considerazioni problematiche legate alla vulnerabilità idrogeologica intrinseca, che si identifica con la permeabilità dell’area incrociata con il tipo di corpi acquiferi sottostanti, in quanto il consumo di aree non edificate sottrae in ogni modo al sistema idrogeologico possibili contributi di ricarica dell’acquifero.
L’area di via Sciesa, infatti, è posta in sinistra idrografica del fiume Reno e ricade sulla parte mediana del conoide in parte subpianeggiante. Le litologie presenti sono costituite da materiali alluvionali (sabbie e ghiaie) dotati di buone caratteristiche di permeabilità e nelle aree confinanti sono presenti depressioni artificiali (ex cave) ; la prima falda superficiale significativa si può quindi trovare a quote inferiori ai 40 m di profondità.
Dal punto di vista della mobilità, infine, la valutazione preliminare di sostenibilità dell’area non ha individuato particolari criticità.
Gli esiti formali dell’intervento di via delle Armi
PARAMETRI URBANISTICI:
Il rapporto con il contesto
La posizione dell’area sulla quale si sta realizzando l’intervento residenziale non è fra le più felici, soprattutto dal punto di vista del rapporto con il contesto. Infatti il comparto è tutto addossato alla linea ferroviaria Bologna – Firenze e sembra voglia dialogare solo con quest’ultima. La tipologia prevista, un lungo edificio in linea (quasi un “treno”!), si sviluppa proprio nella direzione della ferrovia e si stacca dal resto del quartiere residenziale a causa sia dell’ubicazione, molto marginale, sia del tipo edilizio, differente da quelli circostanti.
In realtà, al di là della ferrovia, vi sono altri edifici di questo genere, ma, proprio a causa del terrapieno, si ha una netta frattura fra le due parti di città che non permette il dialogo.
L’intervento prevede, fra gli altri, un corpo molto grande (edificio in linea) che non trova altri simili in tutta la zona, caratterizzata invece da piccole o medie unità ambientali.
Accessibilità e collegamenti
Se si parla di accessibilità carrabile, non vi sono grossi problemi, anche perché via delle Armi è a doppio senso e circonda l’intervento che ha quindi sbocco sia verso via Toscana, sia verso la zona est, tramite il sottopassaggio. Ma a livello pedonale e ciclabile ci sono grossissimi ostacoli, proprio nel raggiungimento della zona est in quanto il passaggio sotto la linea ferroviaria è stretto già per le automobili e si rivela quindi molto pericoloso per pedoni o ciclisti.
La barriera costituita dalla ferrovia provoca difficoltà anche a livello di collegamenti, poiché, ad esempio, le linee degli autobus che collegano la zona con il resto della città si trovano lungo via Toscana, abbastanza distante da raggiungere a piedi, oppure dalla parte di via Torino, più vicina, ma più difficile da raggiungere.
Qualità ambientale
I problemi macroscopici che emergono sono di diversa natura: il rumore dovuto alla vicinanza con una linea ferroviaria molto trafficata (lungo la Bologna-Firenze si ha una media diurna di un treno ogni tre minuti); la barriera visiva e fisica rappresentata dalla massicciata ferroviaria; l’impatto negativo dovuto alla presenza della cabina dell’A.T.C. posizionata proprio all’angolo del lotto che dovrebbe fungere da cerniera fra il nuovo intervento ed il quartiere; l’area a verde che risulta molto sacrificata all’interno del quartiere, soprattutto rispetto a quando il PRG prevedeva. E’ invece prevista e la presenza di orti, che può essere importante anche sul piano sociale. Vi è inoltre un’attenzione minuziosa per alcuni particolari, come le specie arboree o la realizzazione di verde pensile per evitare effetti di irraggiamento
Servizi
Nelle vicinanze non vi sono grandi centri commerciali o punti di ritrovo a livello socio-culturale, ma c’è una diffusione capillare di servizi che si trovano soprattutto lungo via Toscana che, però, è abbastanza distante da raggiungere a piedi. Via Torino e la zona ad est, che sono molto fornite, sono vicine, ma la barriera della ferrovia per i pedoni rappresenta, come detto, un grosso ostacolo.
Sicurezza
A livello fisico l’attraversamento pedonale del sottopassaggio ferroviario, stretto ed in curva, diventa un vero e proprio pericolo per gli abitanti. Inoltre, sul piano sociale, c’è il rischio che il verde previsto fra l’intervento e la ferrovia, risultando ancora più isolato e marginale, diventi un luogo degradato e poco sicuro, soprattutto di sera se l’illuminazione sarà carente.
L’INTERVENTO SPECIFICO:
Tipologia insediativa e orientamento
L’organizzazione dell’insediamento appare piuttosto semplice e autonoma rispetto al contesto; sarebbe stato forse più adeguato utilizzare edifici di minori dimensioni disposti a corte, così da creare un’atmosfera più urbana e e maggiormente integrata con la tipologia insediativa adiacente.
L’esposizione ideale degli edifici sarebbe quella nord-sud, ma in questo caso non è sempre rispettata. In realtà questo aspetto è stato abbastanza curato, nel senso che l’edificio grande in linea segue l’andamento N/S, mentre quello a torre, disposto secondo un altro asse segue la logica dell’affaccio verso la strada, più importante rispetto all’orientamento secondo i venti prevalenti.
Percorsi
Vista la semplicità dell’organizzazione interna, i percorsi sono soltanto quelli assiali di attraversamento del lotto, infatti è prevista una pista ciclabile baricentrica che si dovrà collegare con un percorso non ancora esistente previsto in via delle Armi. Sarebbero forse stati più interessanti percorsi di penetrazione trasversali all’intervento, che permettessero di raggiungere, e quindi di vivere, il verde realizzato che rischia invece di restare degradato.
Polifunzionalità
La zona che si trova fra via Toscana e la linea ferroviaria, zona con cui il nuovo intervento è a diretto contatto, è totalmente residenziale e l’intervento stesso prevede altri 7300 mq di residenza, mentre soltanto 300 mq sono previsti per le funzioni commerciali. Nonostante sia ormai acquisito che la mescolanza di funzioni è garanzia di vitalità e di qualità urbana, la polifunzionalità non trova qui nessun riscontro.
Gli esiti formali dell’intervento di via Sciesa
PARAMETRI URBANISTICI:
Il rapporto con il contesto
L’area dell’intervento si trova in una zona ricca di riferimenti: la ferrovia, il parco, l’ufficio postale…
I comparti residenziali che si affacciano lungo via Sciesa presentano diverse tipologie, ma quella prevalente è di dimensioni ridotte, soprattutto al lato sud. A nord invece vi è già un lotto edificato con alcuni edifici in linea, come quello previsto. Dal punto di vista tipologico, dunque, l’intervento non si presenta come un fuori scala, ma come “cerniera” fra la residenza e la funzione pubblica della posta e della stazione, che si trovano sullo stesso lato della strada. Se si osserva la posizione della costruzione all’interno del proprio comparto e la destinazione d’uso, però, tale ruolo di cerniera viene a mancare, facendo in parte perdere il rapporto con il contesto.
La posizione dell’edificio costituisce infatti una barriera rispetto al parco pubblico che si sviluppa sul retro del comparto. Se la costruzione fosse stata prevista secondo l’asse N/S essa avrebbe fatto da cono visivo per il verde retrostante e avrebbe dialogato con gli edifici in linea del lotto ad est. Secondo l’ubicazione attuale, invece, il fabbricato non si rapporta nemmeno con le case lungo via Sciesa dall’altro lato della strada né per la tipologia, né per la posizione che è troppo arretrata.
Accessibilità e collegamenti
L’area dell’intervento è ben raggiungibile a livello sia pedonale che carrabile, e soprattutto grazie al servizio pubblico esplicato dalla ferrovia e dalle linee degli autobus. Il servizio ferroviario metropolitano (SFM) va però potenziato poiché poco frequente.
Qualità ambientale
La disposizione dell’intervento è tale da creare una barriera visiva, e di fatto anche fisica, all’accesso all’area verde retrostante. E’ vero che è previsto un alto porticato che dovrebbe permettere la percezione del parco, ma l’edificio è molto arretrato rispetto alla strada carrabile e quindi esso preclude la leggibilità dell’area pubblica che gli sta dietro. In effetti il giardino che separa l’intervento da via Sciesa è percepito come un’area semi-privata che quindi non invita alla penetrazione: gli spazi sembrano di appartenenza altrui, e non un pre-parco.
L’area di intervento rappresenta invece l’unica via di accesso al parco, poiché gli altri comparti residenziali da un lato e l’ufficio postale con la ferrovia dall’altro ne chiudono l’accesso sugli altri lati. Il verde, quindi, anche se presente in grandi quantità, risulta poco fruibile.


Servizi
La zona, proprio perché adiacente alla stazione ferroviaria di Borgo Panigale, avrebbe bisogno di un’integrazione di funzioni commerciali che l’intervento invece non prevede.
Sicurezza
Il distacco netto dei comparti residenziali dall’area verde, relegata dietro l’ufficio postale e gli altri edifici privati, rischia di rendere il parco un’area poco frequentata e, di conseguenza, degradata. Se, inoltre, l’illuminazione notturna dovesse rivelarsi scarsa, la zona potrebbe risultare pericolosa per via della stretta vicinanza con la stazione ferroviaria e con un ufficio che, dopo un certo orario, non è più frequentato.
L’INTERVENTO SPECIFICO:
Tipologia insediativa e orientamento
L’intervento è molto semplice: si prevede, nella zona ovest prospiciente via Sciesa, la realizzazione di un edificio in linea di non grandi dimensioni a destinazione residenziale, e nella zona est, collocata dietro l’ufficio postale, la realizzazione di un parco. Tale suddivisione netta, però, fa sì che la leggibilità e la percezione si soffermino soltanto sulla prima parte. Inoltre il porticato a doppia altezza rischia di diventare, a livello tipologico, un elemento ibrido che da un lato vuole accostarsi alla tradizione storica bolognese e dall’altro cerca di creare una permeabilità visiva verso il verde, tipica piuttosto del razionalismo.
Per quanto concerne la posizione, l’edificio residenziale previsto segue l’andamento di altre costruzioni in linea già presenti lungo via Sciesa, perciò si sviluppa lungo la direttrice est-ovest. In quel tratto però via Sciesa cambia direzione; non si capisce allora la scelta di tale disposizione che si rivela, peraltro, una barriera visiva per il parco retrostante. Si sa infatti che l’orientamento migliore sarebbe quello in direzione N/S in modo da sfruttare al meglio l’irraggiamento solare.
Percorsi
I percorsi previsti all’interno dell’intervento sono sia pedonali sia ciclabili e descrivono il perimetro dell’area. Il percorso che collega via Sciesa con il parco retrostante è però collocata in una posizione molto laterale e si inserisce sul lato a carattere più spiccatamente residenziale. Essa risulta quindi nascosta dagli edifici e risulta poco percepibile come via di accesso al parco pubblico retrostante.
Polifunzionalità
L’intervento si colloca in una zona importante di connessione che collega la zona residenziale con il verde pubblico, la stazione e l’ufficio postale.
La posizione sembrerebbe quindi ottimale per collocarvi una pluralità di funzioni che dalla residenza privata sfumi gradualmente verso l’attività pubblica, cercando di vivacizzare la zona che dovrebbe attirare verso il parco pubblico.
Per l’intervento sono invece previsti 2300 mq di Superficie Utile a destinazione residenziale e soltanto 90 di commerciale. Il ruolo di “cerniera” rischia così di rimanere tale solo a livello fisico e di non svilupparsi sul piano sociale ed urbanistico.





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