L'auto, che comodità!Data di pubblicazione:
19.03.2002 15:52
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| Quanto e come costa la libertà di muoverci in macchina? |
| Alcune considerazioni e alcuni dati tratti da : Alagia A, Chiusaroli C., chi si muove è perduto, Federtrasporti, Roma, 2000.
Ponti M., la motorizzazione è individuale, in Indovina F. e altri (a cura di), "1950-2000, l'Italia è cambiata", Angeli, Milano, 2000 In fondo file e tabelle in formata PDF e in Doc ______________________________________________________________________ La motorizzazione individuale appare un fenomeno universale per una serie concomitante di caratteristiche: · È un "sistema", cioè garantisce l'intero spostamento (ovvero il servizio "porta a porta" che i trasporti collettivi non garantiscono) · Ha costi bassi, perché è un servizio autoprodotto (chi guida è anche utente del servizio) · Consente una elevata flessibilità d'uso nello spazio e nel tempo · Presenta bassi costi marginali nonostante l'elevata tassazione sui carburanti, perché il 50% dei costi sono relativi all'acquisto del mezzo, che rappresenta il "prezzo" per la sua disponibilità · I mezzi che impiega si prestano ad essere prodotti in grande serie e con catene di montaggio, quindi a bassi costi, cosa non possibile per esempio per i trasporti ferroviari · Necessita di infrastrutture semplicissime e facilmente diffondibili (le strade) e si avvale di una sorgente energetica (i derivati del petrolio) i cui costi sembrano stabili, bassi e addirittura decrescenti nel lungo periodo · Genera un assetto insediativo che auto-alimenta il fenomeno ed aumenta l'efficienza dei mercati relativi (del lavoro e dei manufatti), cioè: a più traffico corrispondono più strade e più insediamenti, a cui torna a corrispondere più traffico, in un circuito indeterminato. · Genera, psicologicamente, effetti (anche indotti pubblicitariamente) positivi, in quanto status symbol capace di "renderci uguali agli altri" e dunque non alienati dalla società. Ma a questi effetti positivi del progresso della motorizzazione individuale è necessario affiancare alcuni dati, che possono in qualche modo far riflettere sul costo reale di questa libertà: - il trasporto su strada è una delle fonti principali delle emissioni di biossido di azoto, idrocarburi, monossido di carbonio e annidride carbonica. Fatto salvo il biossido di zolfo, tutti gli inquinanti derivanti dal trasporto su strada sono in costante aumento. E' ormai scientificamente provato che taluni inquinanti emessi a causa del traffico su strada sono correlati a diversi tipi di patologie respiratorie e cardio-circolatorie, nonché ad alcuni tipi di tumore. - L'incidentalità stradale nel 1998 ha provocato 6.342 morti e 293.842 feriti. Se negli ultimi 20 anni la mortalità è leggermente diminuita, sono al contrario aumentati i feriti, che rappresentano un costo che grava sul sistema sanitario nazionale, e su quello della previdenza sociale. Nel 1996 si è stimato che tali costi siano di circa 37.000 miliardi l'anno. - Ogni anno, a causa della congestione da traffico, ciascun automobilista perde mediamente 27 ore se abita in un città medio piccola, 54 ore se abita in una città media, e 175 ore (pari a 22 giorni lavorativi) se abita in una città di grandi dimensioni. |
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