Intervento al convegno INU di BolognaData di pubblicazione:
14.05.2002 14:19
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| INTERVENTO DELLA COMPAGNIA DEI CELESTINI Al Convegno INU Emilia-Romagna, Bologna, 10 maggio 2002
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| Abbiamo colto l’occasione di questo convegno dell’INU sull’urbanistica a Bologna per presentare e distribuire questo fascicolo dalla copertina celeste che porta il titolo: “dal piano regolatore al piano regalatore”; un titolo che vuole descrivere, non senza ironia, l’attuale stagione dell’urbanistica a Bologna.
Il fascicolo raccoglie gli atti di un seminario tenuto nel mese di novembre dell’anno scorso a Monte Sole, nel quale La Compagnia dei Celestini ha voluto discutere insieme ad amici e a persone interessate alcune vicende recenti dell’attuazione del Piano Regolatore di Bologna. La Compagnia dei Celestini è un gruppo di persone, cittadini bolognesi e non solo, che si è incontrato circa un anno fa rispondendo all’appello di una decina di urbanisti preoccupati per l’assenza di dibattito sulle politiche urbanistiche che stavano e stanno trasformando la loro città. Il nome del gruppo, preso dal titolo del romanzo di Stefano Benni, si rifà a quello dei giovani orfani campioni di pallastrada e denuncia una analoga condizione di orfani di una città pubblica in via di progressiva scomparsa, una città nella quale gli spazi fisici per la qualità della vita dei cittadini e le occasioni per la partecipazione alle scelte sulla trasformazione urbana vengono a diminuire. Dal maggio scorso la Compagnia ha cominciato a riunirsi e a definire percorsi di lavoro. Da una parte si è deciso di approfondire alcuni casi di trasformazioni urbane in atto, per valutarne le modalità di attivazione, anche in rapporto agli esiti già visibili, dall’altra di elaborare un documento, una sorta di “manifesto”, da pubblicizzare e sulla base del quale cercare adesioni al gruppo. Il secondo dei due filoni di lavoro ha prodotto un documento che è stato diffuso via internet e presentato alla stampa nello scorso febbraio, e che è riprodotto, nella sua forma sintetica, alla fine del fascicolo. All’appello hanno risposto circa duecento persone. Il primo filone ha invece portato allo studio di una dozzina di casi significativi: Fiera-Stalingrado, Ex- Panigal, Manifattura Tabacchi e relativo “arcipelago”, Due Madonne, via delle Armi e relativo “arcipelago”. Il materiale raccolto ci ha fatto ritenere che fosse interessante avviare una riflessione sul tema dell’attuazione del PRG del 1985, e sulla declinazione bolognese del tema della urbanistica negoziata in rapporto alla riqualificazione urbana. Così abbiamo organizzato il seminario, in cui all’esposizione dei casi si sono associati interventi di quadro o di confronto con altre realtà attuali. Il seminario ha visto la partecipazione di una settantina di persone. Il fascicolo raccoglie i principali interventi, che potrete leggere e valutare con calma. In questo dibattito, avendo constatato con soddisfazione l’assonanza dell’interpretazione data dal documento di lavoro INU alla medesima questione, vogliamo solo richiamare alcune conclusioni del lavoro svolto, che mostrano alcuni forti limiti dell’attuale situazione bolognese e alcuni rischi per le prospettive di sviluppo della città. Gli esiti degli interventi di riqualificazione realizzati, a nostro parere, mettono in evidenza una negoziazione debole da parte pubblica, che risente di una preoccupante carenza sugli obiettivi complessivi della riqualificazione, che finisce per mettere in gioco (in variante al Piano) risorse (aree, ambiente) finite e strategiche senza contropartite forti sul piano della città pubblica. Lo spazio pubblico urbano inteso come insieme di spazi e attrezzature di interesse e uso pubblico, destinate alla vita, all’incontro e al confronto tra i cittadini, non sembra più una priorità in una città che negli anni passati ha saputo fare di questa risorsa una componente strategica non solo della propria offerta insediativa ma anche della propria idea di città e di convivenza sociale. Alla riqualificazione l’Amministrazione sembra chiedere di rispondere ad una nuova domanda di qualità urbana riconducibile a caratteri di “bellezza” e “sicurezza”, delegando ad altre e differenti politiche la realizzazione di infrastrutture e servizi, la cui attuazione sembra poter procedere in maniera autonoma (sulla base di finanziamenti provenienti dallo stato, dalla regione o altri). Nel frattempo, nella prassi, la riqualificazione continua ad essere intesa come densificazione di residenza e funzioni terziarie, in aree già gravemente congestionate, senza contributo alla soluzione di problemi dei contesti interessati, con l’aumento di popolazione esposta a pesanti condizioni di inquinamento acustico e atmosferico e con limitatissimi contributi alla dotazione di infrastrutture e attrezzature per la città. Questi sono alcuni profili della situazione attuale che, come Celestini, riteniamo rischiosi e dannosi per le prospettive dell’urbanistica a Bologna e quindi, in prospettiva, per la qualità della vita di tutti noi. Dopo queste prime esperienze, la Compagnia continua oggi a lavorare, proprio attorno a programmi e interventi che sono nella situazione presente ma proiettano la città in futuri possibili: · la trasformazione dell’area ex Mercato Ortofrutticolo, che sposta una funzione strategica come l’università da un luogo ad alta accessibilità pubblica – la stazione centrale – per portarla al Lazzaretto o al Navile; · la trasformazione dell’area Seabo, oggetto di una proposta di accordo di programma in variante al PRG che comporta un pesante inserimento di funzioni residenziali e terziarie in un luogo che non ha bisogno di essere descritto in questa sede; il tutto a pochi metri dall’intervento sull’area ex Buton, che ci si mostra ormai in tutta la propria imponenza; · la formazione del programma di riqualificazione urbana ex l.r. 19/98, che, partita nel 1999 con obiettivi dichiarati di contesto (variante di riqualificazione urbana, nuovo piano dei servizi), si trova oggi a procedere ancora senza un chiaro quadro di riferimento, rischiando di riprodurre gli esiti della precedente stagione dei “programmi integrati”; · i programmi per la realizzazione delle nuove infrastrutture per la mobilità; dagli elementi parziali a nostra disposizione non si vede un reale progetto complessivo per offrire un nuovo sistema di trasporto pubblico ai cittadini bolognesi (metropolitani), mentre sul fronte delle infrastrutture per il trasporto privato si continua a parlare di ampliamento e potenziamento dell’anello autostrada/tangenziale; su quest’ultimo tema stiamo organizzando una iniziativa pubblica che cercheremo di svolgere tra maggio e giugno. Stiamo anche organizzando una festa sulla città e per la città, che si terrà a fine giugno e alla quale siete tutti invitati a partecipare. Anche se in questi giorni, grazie alle iniziative della Provincia sul PTCP, a quella del Comune sul PSC e a quella odierna dell’INU, sembra che il dibattito pubblico sull’urbanistica a Bologna si sia rianimato, lo scopo che ci continua ad animare con passione è quello di promuovere ulteriormente questo dibattito, in modo da favorire la più ampia partecipazione alla determinazione di queste politiche pubbliche, mediante una maggiore responsabilizzazione dei cittadini che altrimenti finiscono per subire queste politiche. E vorremmo che in questo dibattito della società civile fossero più presenti, con posizioni nette ed intendibili, anche i partiti politici, da cui fin’ora non sono emerse idee chiare sul dibattito per il futuro di Bologna e della sua area metropolitana. A garanzia dei cittadini vogliamo quindi che le politiche urbanistiche, gli obiettivi, le finalità, siano apertamente dichiarate da chi governa la città e da chi si candida a governarla. Per questo obiettivo riteniamo necessario il coinvolgimento di chi sa e può leggere queste politiche e tradurle in linguaggio comprensibile al cittadino. Questo è l’ambito in cui cerchiamo di impegnarci noi e, tornando al titolo del fascicolo, è l’unico regalo che possiamo fare alla nostra città e ai suoi cittadini. |