Al direttore de "il Resto del Carlino",
e P.C. al Presidente del Quartiere Navile.
al Presidente della Compagnia dei Celestini.
Egregio direttore
leggo sulla cronaca di Bologna, del Suo giornale, in un articolo a firma di
Fabrizio Roych, che " una convenzione del 9 giugno '99 mostra che era stata
la giunta Vitali a preferire il 'passante nord/sud' all'interramento di via
Carracci,.....". Sono stato il responsabile tecnico di quel progetto e posso
affermare, senza tema di smentite, che il progetto del passante nord/sud
comprendeva il cosiddetto interramento di via Carracci. La prova la si puo'
acquisire semplicemente esaminando il progetto. Pertanto e' falso che il
progetto del passante o meglio "Collegamento nord/sud" (come definito nella
convenzione del 9/6/99), fosse in alternativa all'interramento di via
Carracci. L'interramento era necessario per eludere i due passaggi a livello
di via Carracci. Proprio il mio ufficio aveva posto il problema ad F.S.
perche'consapevole della esigenza imprescindibile di eliminare i passaggi a
livello non solo per agevolare la viabilita' urbana, ma anche per non
condizionare, per il futuro, le relazioni ferroviarie verso nord e la
cintura. Non avremmo pertanto mai accettato il mantenimento di quella
reciproca compromissione infrastrutturale. Cosa che invece hanno fatto, in
modo tecnicamente affrettato e superficiale, i tecnici nominati dalla nuova
giunta; non con una plausibile motivazione tecnica ma,unicamente, per
rastrellare risorse finanziarie a favore del metro'. Quanto alla "scelta
della giunta Guazzaloca" di "dimezzare la portata del passante e realizzare
in superficie la rotonda che doveva essere interrata" si tratta di una
scelta poco lungimirante e di scadente qualita'urbana. E' poco lungimirante
risparmiare una corsia in un passante stradale (uno dei pochi che
scavalcano la ferrovia) che, per almeno 100 anni, non si potra' ritoccare
(solo durante una prossima e improbabile ristrutturazione del nodo
ferroviario sarebbe possibile). In secondo luogo portare in superficie, in
mezzo ad una zona abitata, una rotonda, cioe' uno svincolo stradale con i
relativi costi ambientali,che poteva essere realizzata in
sotterraneo,all'interno delle aree ferroviarie, e' una scelta che,come
direbbe l'attuale sindaco, si commenta da sola. Quanto ai "15 milioni di
euro risparmiati" per trasferirli al metro'(pari cioe' a circa 200 metri di
questa discutibile infrastruttura) c'e' da dire che sono risparmiati sulla
salute e la qualita' della vita degli abitanti di quella parte della
Bolognina che non trarra' nessun vantaggio dalla presenza del metro'.
La ringrazio per l'attenzione
Cordialmente Giancarlo Mattioli.
Arch. Giancarlo Mattioli ex responsabile dell'Ufficio Nodo Ferroviario del
Comune di Bologna. |