LETTERA APERTA AL GRANDE BASTARDO
Hai proprio ragione; di questa “sinistra opinionista e compatta” a Bologna davvero non se ne può più.
Anche perché, oltre ai misfatti che tu hai ricordato, ce ne sono stati e ce ne sono tuttora anche altri, che non so se evochino disgusto o altre manifestazioni gastro-enteriche: infatti, questa, è la stessa sinistra che nel ’96 decise di mettere in campo – allora senza alcuna visibile probabilità di successo – qualcosa che poi venne chiamato Schema Direttore Territoriale Metropolitano, la stessa che, proprio nello stesso anno, cominciò, a fatica, senza soldi e tra mille difficoltà, a reclutare “nuovi talenti” per costruire il nucleo di quello che poi è diventato il Servizio metropolitano per lo Schema; la stessa che, giusto alla fine del secolo scorso, si è preoccupata di ampliare e consolidare, nei limiti del possibile per una pubblica amministrazione, quel primo “nucleo” di “giovani”, in occasione dell’avvio e poi della redazione del Piano territoriale di coordinamento (strumento che, per ragioni che restano sinceramente incomprensibili, sembra non interessare troppo i Celestini); la stessa deprecabile sinistra opinionista che ha portato a termine una riforma significativa della legge urbanistica regionale, la quale, sembra, comincia ora a dare i primi frutti (ma, trattandosi di “questa” sinistra, saranno senz’altro frutti avvelenati); la stessa sinistra “politica ed intellettuale” che si è inventata le Associazioni dei Comuni e la promozione di uffici tecnici unici per la redazione dei Piani strutturali comunali in forma associata (altra attività sediziosa o forse peggio). Non c’è che dire: per tutto questo tempo, questa sinistra, nella sua “attività quotidiana” non è stata diversa da Guazzaloca. Salvo per un punto; non ha mai realizzato un proprio lussuoso padiglione elettorale con i soldi dei cittadini pendolari e contribuenti. Non credi che potremmo invitarla a mettersi in pari?, potrebbe essere un’ottima occasione per riaprire il cruciale dibattito del rapporto formale/estetico fra antico e moderno…
Mariangiola Gallingani, 22 maggio 2003
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