Oggi, 4 luglio 2003, abbiamo presentato alla città il nostro secondo dossier, stavolta dedicato ai temi del traffico e della mobilità. E' possibile riceverne una copia scrivendo a celestini@celestini.it. Nelle prossime settimane sara' scaricabile comunque anche dal nostro sito.
Acabnews "arcipelago comunicativo autogestito di Bologna" ha registrato una parte della conferenza stampa a cui è dedicato anche un articolo di Marco Trotta. Potete vedere e ascoltare andando al loro sito.
______________________________________________________________________
COMUNICATO STAMPA
Bologna, 4 luglio 2003
La Compagnia dei Celestini presenta "il Ferro fa bene ai Bambini", un dossier che analizza e valuta i 5 progetti di mobilità che oggi sono "sul tappeto" (il passante autostradale nord, il Servizio Ferroviario Metropolitano, la Metropolitana Automatica, il Tram su Gomma, il Tram-Metrò) e che, secondo i promotori, dovrebbero risolvere i problemi di traffico e di mobilità dei bolognesi. Si tratta di un'agile volume che consente ai cittadini di comprendere quali siano le caratteristiche di ciascuno dei progetti e fornisce anche gli strumenti per poterli valutare, cioè non restituisce solo la nostra opinione, ma fornisce gli strumenti per "farsi un opinione".
Con questo documento vogliamo quindi informare ma anche denunciare: denunciare che il dibattito tecnico e politico in questi troppi anni ha prodotto molti studi, molte ipotesi e altrettanti dissidi; ha raccontato ai cittadini tutto e spesso il contrario di tutto su tecnologie e sui numeri, sulle teorie e sulle soluzioni; ha ridotto agonizzante la città - nel frattempo soffocata dal traffico e dall'inquinamento - e ha sfinito i cittadini. Vogliamo denunciare che in questi ultimi 20 anni a Bologna sono state costruite migliaia di case e uffici (spacciati per riqualificazione urbana favorendo gli interessi privati dei costruttori) e nessuna infrastruttura e politica per la mobilità: è evidente che questa è la causa della condizione insostenibile della città di oggi.
Tutti fermi quindi! Fermi, perché si è indugiato troppo sulle soluzioni. Fermi, perchè non c'è ancora una classe politica in grado di assumersi le necessarie responsabilità pubbliche circa la decisione attorno a questo rilevante problema collettivo. Fermi, perché il tempo che passiamo dispersi nel traffico cittadino è insopportabilmente lungo (175 ore all’anno, circa). Fermi, perché l'aria è inquinata dai gas di scarico (in città si stima che 268 morti l’anno siano direttamente riconducibili alle polveri fini e all’ozono) e gli spazi pubblici sono sempre più degradati e insicuri (se tutti decidessero di mettersi in strada nel medesimo istante, le 225.000 auto bolognesi – 1 ogni 1,7 persone – occuperebbero circa 1.125 Km, ma di strade a Bologna ce ne sono 795 Km). Fermi, perché sulle strade ci sono troppi morti e feriti (nella sola provincia di Bologna, nel 2000, ci sono stati, 5.183 incidenti, 137 morti, 7.300 feriti).
Ma quali infrastrutture sono necessarie? I progetti di trasporto pubblico urbano sono oltre il limite del paradosso: il Metrò, con impossibili costi di realizzazione, ha grandi capacità ma è stato collocato inspiegabilmente su una direttrice urbana senza utenza (Staveco-Fiera), mentre il Tram su Gomma, collocato sulla via Emilia, non sarà signicativamente più competitivo rispetto agli attuali autobus. Riteniamo invece strategico il Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) perché è un progetto di grande respiro, capace di intercettare i pendolari che gravitano su Bologna, all'origine dei loro spostamenti, cioè nei territori, nei comuni, nelle località dell'intera provincia, evitando di fare arrivare quei cittadini in macchina fino alle porte della città, o addirittura oltre le sue mura storiche. Rileviamo però che sul SFM non c’è un sufficiente impegno finanziario. Lanciamo perciò un appello affinché tutte le istituzioni, in primis la Regione, promuovano presto un impegno straordinario per il SFM.
E per il trasporto urbano, l'SFM deve integrarsi con un Tram che sia la trasformazione dell'attuale disegno di metrò in un progetto economicamente più realistico, integrato con le altre forme di trasporto pubblico, ma soprattutto collocato sulle direttrici insediative storiche ad alta domanda di mobilità.
"Il ferro fa bene ai bambini" è un titolo e una dichiarazione: riteniamo che la priorità in tema di traffico, nell'agenda politica di chi si candida a governare il futuro di questa città, non possa prescindere da un investimento straordinario in opere e politiche per il trasporto pubblico.Questa volta non ci saranno i "tempi supplementari": la città e i suoi abitanti sono al collasso, l'economia e il mercato non sono più in grado di reggere l'arretratezza cui oggi il sistema bolognese è sottoposto. E' attraverso un energica "somministrazione" di ferro (nel senso più ampio delle politiche integrate di mobilità pubblica) che si può sperare in uno sviluppo più equilibrato ed equo, per i bambini di ieri, di oggi e di domani.
|