girando per Bologna
Data di pubblicazione:
08.11.2008 10:54
|
|
|
Appunti di Davide, un recente immigrato a Bologna, che da quando è arrivato ha cercato a destra e a manca, sopra e sotto senza nulla trovare se non astio e desiderio di vendetta.
Ha buttato giù un sacco di appunti, andando in bus, bici e in auto, un sacco di piccole riflessioni accompagnate da piccole note e possibili semplici cambiamenti.
E noi li pubblichiamo.
|
La circolazione (di idee, ossigeno, di sguardi, impulsi nervosi, di materiale, di siero e linfa, di persone, globuli bianchi e rossi, …) è essenziale per qualsiasi organismo complesso e penso che questo possa essere considerato un assioma.
La circolazione ha infiniti risvolti e possiamo dire che incide in maniera diffusa su tutti gli ambiti dell’attività umana.
presa da:www.cattolicablog.com/.../autobus-fantasma.html
Ricordo il mio arrivo a Bologna, salii sulla mitica circolare 33, domenica pomeriggio, luglio. Città semideserta. Destinazione fermata Porta Santo Stefano. L’autobus singhiozzava tra un semaforo e l’altro, concedendo la strada alle sparute automobili che entravano ed uscivano dal centro. Dopo circa venti minuti arrivammo alla fermata dopo l’ennesima piccola sosta dinanzi ai giardini margherita presso l’impianto semaforico che regola l’attraversamento pedonale. Stavo seduto subito dietro l’autista e con la coda degli occhi seguivo una donna con tre bambini e un passeggino; attraversava il viale (7 corsie compreso lo spartitraffico). I bambini confabulavano sorridenti, lei spingendo il passeggino toccò il lato opposto del viale proprio al momento della comparsa dell’arancione. Adesso so, perché ricordo come fosse oggi, quello che allora considerai solo un semplice, dolce attraversamento.
Da quel giorno le linee 32 e 33 sono le mie preferite; al mattino presto colme di studenti e pendolari al pomeriggio di vacanzieri feriali diretti ai giardini margherita; di sera ripopolata dagli stanchi pendolari di ritorno dopo una giornata di lavoro. Le circolari sono lo specchio della città, sono popolate da gente divertente, di mille razze, di età differenti e in qualche modo sempre soddisfatte di quello che hanno lasciato alle spalle o di quello che stanno raggiungendo. Ai lati, sul lato sinistro del conducente, un fiume implacabile di autisti e motociclisti soli, tristi e tesi.
Vediamo ora il taccuino.
Bologna è meravigliosa, l’organizzazione urbanistica è incredibile. Il centro storico è un piccolo gioiello, ora la sto vedendo vuota, me la immagino al pomeriggio con il passeggiare mormorato delle persone, le botteghe aperte, gli studenti sulle panchine, non vedo l’ora che sia settembre, quando, così dicono la città si risveglierà.
Il meraviglioso centro storico di Bologna è circondato da un anello viabile i così detti viali.
Questo anello corre, senza soluzione di continuità, tutto intorno al centro storico; ha un diametro di circa 8 Chilometri e alla velocità media di 15 km orari (in bici) può essere interamente percorso in circa 30 minuti. L’anello è per la maggior parte della sua estensione costituito da 6 carreggiate, 3 per senso di marcia, suddivise, in tre esterne e tre interne, da uno spartitraffico alberato di ampiezza variabile.
Le carreggiate esterne accolgono le radiali periferiche, quelle interne raccolgono le radiali centrali. Le radiali sono le vie di comunicazione più importanti in termini di potenzialità di trasporto (via Emilia-Strada Maggiore, via San Donato- via Irnerio, via Massarenti - via San Vitale e così via per via).
Facendo riferimento a Piazza del Nettuno (dinanzi al palazzo municipale) il punto più distante dell’anello è a 1250 metri (angolo Masini-Pietramellara) il punto più vicino a 920 metri (Piazza di Porta San Mamolo) da essa.
L’anello dei viali, come scrivevo sopra è alquanto ampio, la corsia 1 (quella più vicina al centro) è delimitata dalla 2 (quella attigua verso la periferia) da bellissime aiuole ben curate e accoglie due piste ciclabili, una per senso di marcia.
Le aiuole si interrompono nei tratti in cui incidono passi carrabili e all’altezza dell’immissione delle radiali centrali.
Presso queste ultime interruzioni la pista ciclabile accoglie le piste ciclabili provenienti dal centro e gli attraversamenti ciclo-pedonali provenienti dalle radiali periferiche. Le aiuole ospitano arbusti e alberelli a foglie caduche. La corsia 2 ospita la mitica circolare 32 che su corsia preferenziale accoglie un filobus a guida ottica (detto dagli abitanti civis) che percorre tutto l’anello in appena 15 minuti. Il tempo di attesa medio è di circa 3 minuti. Ad ogni porta i civis effettuano una sosta in deliziose stazioncine in acciaio e vetro che accolgono invariabilmente un edicola, un piccolo ristoro, un punto di informazioni, una biglietteria automatica e le rastrelliere per una quarantina delle cosiddette “bici del comune” (gratuite per 45 minuti e accessibili automaticamente con tesserina sanitaria).
La corsia 3 è riservata a motocicli e autovetture come le corsie 4 e 6 (salvo nei punti prima delle radiali periferiche ove ci sono le fermate della 33).
La corsia 5 è percorsa dalla mitica 33 anch’essa civis.
È geniale il sistema di immissione sull’anello, tutti i mezzi dalle moto agli autobus si immettono sui viali, sia dalla periferia che dal centro, svoltando a destra senza impianti semaforici. Chi proviene dalla periferia ha la precedenza su chi percorre la corsia di immissione (corsia 6); chi proviene dal centro deve la precedenza alle ciclabili. Non ho mai visto una circolazione così fluida. Dimenticavo, i cambi di direzione di marcia avvengono grazie a interruzioni dello spartitraffico centrale, poste circa 600 metri prima e dopo dell’immissione delle radiali sull’anello. Le inversioni dalla corsia 3 verso la corsia 4 sono con precedenza per la 3. Le inversioni dalla 4 alla 3 sono anche esse con precedenza per la 3. In questo modo sono evitati gli attraversamenti ortogonali dell’anello.
Meraviglia delle meraviglie, ciliegina sulla torta, all’altezza delle radiali, in continuo con esse, estensione del centro in periferia ed unione fra le due, geniali architetti hanno disegnato e realizzato ponti sui quali pedoni e ciclisti (con bici alla mano) attraversano indisturbati l’anello dei viali e raggiungono o lasciano il centro. I ponti sono stati costruiti armonicamente alle stazioncine della circolare. Non è finita qua. La maggior parte delle radiali centrali sono dotate, su entrambi i lati, di un sistema di ampi incamminamenti pedonali, al coperto (avete capito bene, al riparo dalle intemperie), che collegano l’anello al centro città. Le radiali centrali hanno ampiezza variabile accogliendo da due a quattro carreggiate; su tutte è tracciata una pista ciclabile in sede protetta e con due sensi di marcia.
A mio avviso è geniale anche il sistema di coincidenza tra gli autobus provenienti dalla periferia e le circolari. Gli autobus provenienti dalla periferia hanno l’ultima fermata sulla radiale periferica all’altezza del lato periferico del ponte ciclo-pedonale che si sviluppa sulla stessa piattaforma della fermata della 33; il passeggero si trova a poter decidere di attraversare i viali con il ponte o aspettare al massimo tre minuti per prendere la 33 e farsi un bel tour dei viali verso la radiale periferica che più gli aggrada. Le linee di autobus provenienti dalla periferia si immettono sui viali curvando a destra e per il tragitto tra una radiale e l’altra percorrono la corsia 5, poi lasciano i viali sempre curvando a destra alla radiale successiva. Ogni autobus periferico è stato concepito come una circolare; sono autobus articolati tradizionali, e non hanno nessun numero ma sono chiamati con il nome della zona che servono. Gli ideatori del trasporto tranviario si sono ispirati alla teoria dei frattali, non esistono punti di intersezione fra le varie linee ma tanti punti di avvicinamento. Tutte le circolarine periferiche girano in senso orario partendo dai viali e servono un diametro di circa 3,5 km spostandosi mediamente 1,5 km dall’anello dei viali. Una mappa schematica dell’organizzazione delle circolari periferiche è ritrovabile al seguente indirizzo: http://maps.google.it/maps/ms?msa=0&msid=106250057266114824339.00045adada4fc88d20207.
A dimenticavo la signora con i tre bimbi …
|
|