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Il viaggio di Davide

Data di pubblicazione: 12.11.2008 18:19
Questa è la seconda puntata del viaggio di Davide dentro Bologna
Abito dinanzi al meraviglioso campanile del convento di Santa Cristina, in via Fondazza, via di passaggio, via di botteghe e di aule universitarie, via raccontata nei libri e nei quadri, via di centro con i sapori di campagna.
La maggior parte delle attività di Fondazza, si rivolgono alle persone e al recupero delle bellezze dei loro oggetti, restauratori, decoratori, antiquari, giocolieri, librai, barbieri, professori, fruttivendoli e ristoratori. Tutto si svolge a vista, lentamente e tutto si allarga in piazzetta Morandi, lì vi è il centro nel centro.
Via Fondazza collega strada Maggiore e via Santo Stefano ed è accessibile anche da via San Petronio vecchio e da via del Piombo. Il suo lato dispari è costeggiato (con la sola interruzione alla confluenza in essa di via San Petronio vecchio) da un ampio portico; il lato pari è sprovvisto di portici sia nelle zone di congiunzione con Strada Maggiore e Via Santo Stefano e all’altezza di piazzetta Morandi. La strada è a senso unico di circolazione (anche per le biciclette) con direzione strada Maggiore via Santo Stefano, e in essa vige il limite di velocità di 50 chilometri orari. La strada è lunga circa 500 metri, la carreggiata è invariabilmente più larga di 4 metri, e, sul lato dispari, è occupata dalle zone di parcheggio per le automobili; non è collegata a, e non alberga nessuna pista ciclabile.
L’area di suolo pubblico, circa 2000 metri quadrati, è per la massima parte adibita al passaggio o alla sosta degli autoveicoli, ciò contrasta in maniera sostanziale rispetto alla tipologia dell’utenza rappresentata da bambini e studenti, genitori e acquirenti.
Via Fondazza, via del Piombo, via Guerrazzi, via dei Bersaglieri, via San Petronio vecchio, via Remorsella, solo automobili su automobili, perché? Perché non garantire le pari opportunità di movimento a tutti i mezzi di trasporto? Si potrebbe ristudiare la distribuzione del suolo di tutti per l’utilizzo di tutti? L’idea potrebbe essere quella di suddividere equamente il suolo fra biciclette ed automobili, ripensare all’utilità di connettere strada Maggiore a via Santo Stefano, nella stessa direzione di marcia in tre strade consecutive (Guerrazzi, Bersaglieri, Fondazza) senza nessuna strada che faccia il percorso inverso. Un ciclista che dall’edicola di via Dante voglia raggiungere l’inizio di via Fondazza come dovrebbe fare? Facile! Percorre via Santo Stefano in mezzo alla strada fino a via Borgonuovo (500 metri), poi scende la stessa fino a strada Maggiore (200 metri), poi via giù per la stessa fino a via Fondazza (500 metri). Stessa sorte per chi abita in via San Petronio Vecchio o in via dei Bersaglieri. Più di un chilometro, in mezzo ad auto e bus per colmare un tragitto di appena 400 metri? È equo? È pensabile che un utente che non inquina, che passeggia allegramente senza arrecare danni al prossimo sia così svantaggiato (esposto a rischi di arrotamento e avvelenamento)?
Mi piacerebbe, un giorno, veder scorazzare allegramente l’eroico ciclista, che ora, percorrendo via Fondazza da via Santo Stefano, deve beccarsi gli epiteti degli automobilisti se ha scelto la strada o dei pedoni se ha scelto i portici. Mi piacerebbe accompagnare in bici, i miei bimbi ai giardini Margherita, lasciandoli liberi di seminarmi, vista la loro maggior prestanza, e senza provar la paura che provo ora, tutte le volte che cedo alla loro legittima richiesta di andare ai giardini in bicicletta.

La soluzione a costo zero o quasi

Pari opportunità; le strade lo permettono. A me un idea è venuta. Anche io sono un automobilista senza garage, so quanto sia comodo arrivare sotto casa e scaricare la spesa o i bambini dormienti, sono anche consapevole che la mia auto, quando è parcheggiata (succede spesso) occupa il suolo di tutti essendo di mia proprietà; questa consapevolezza mi ha spinto a pensare se non sia il caso di favorire l’utilizzo, a modo di parcheggio, delle vie Oriani e Guinizzzelli (ora zona D e vi assicuro sempre ben disposte ad accogliere auto disperate dall’assenza di parcheggi) dotandole di rastrelliere per le bici pubbliche di "c'entro in bici"; tali rastrelliere potrebbero essere collocate anche in via San Petronio, via Fondazza e via Guerrazzi in modo che l’abitante di tale vie trovi facilmente parcheggio in Guinizzelli-Oriani, con altrettanta facilità inforchi una bici sempre a sua disposizione e dopo una breve e salutare pedalata di 3-5 minuti possa ricoverare facilmente la bici in una rastrelliera vicino a casa . A questo punto la bella Fondazza potrebbe liberare il suo lato dispari dai parcheggi delle auto e donarlo alle biciclette, stesso dicasi per un lato, oserei dire quello pari, di via San Petronio Vecchio e di via Guerrazzi. In questo modo perderemmo l’albergo di circa 200 stanche automobili e daremmo aria a centinaia di prestanti ciclisti, doneremmo inoltre alcuni salutari minuti di bicicletta allo stanco automobilista.



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