Cassonetti e mobilità....
Data di pubblicazione:
25.11.2008 10:28
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| Quarto contributo di Davide, in viaggio dentro Bologna. |
Via Terracini, tutta colpa di un cassonetto?
Eccomi qua nell’ampia campagna alle spalle dell’ospedale Maggiore. Ho appena percorso il foro di via Sabena che passa sotto la linea ferroviaria e di fronte a me si para un muro di autovetture. Un incidente? Non sento sirene, vedo tutti tranquilli, proseguo. Mi dirigo, singhiozzando, verso via Terracini, non vedo nulla di strano se non la colonna di auto di fronte a me, pian piano raggiungo l’incrocio con Zanardi e mi immetto su di essa svoltando a destra. Mio stupore! C’è un passaggio a livello. Quando ero bambino, abitavo a Cesena e proprio vicino a casa mia c’era un passaggio a livello, noi passavamo ore a salutare i passeggeri sui convogli che in frenata entravano in stazione. Il suono dei campanelli, le lucine rosse, il rumore lento del treno sui binari, non mi aspettavo nella Bologna del XXI secolo di rivivere tali emozionanti ricordi, mi sono commosso.
Rientro in me dopo il dejà vu, il passaggio a livello è aperto, dimentico la coda precedente e proseguo il mio cammino girando a sinistra il via della Grazia.
Non più di una settimana più tardi di ritorno dall’Ospedale Maggiore, ore 08.15, decido di avventurarmi ancora in campagna. Il muro inizia sin prima del tunnel. Stessa scena ripetuta e dejà vu pilotato prima della svolta in via della Grazia. Due indizi fanno una prova? Rifletto sul perché delle code e l’unica spiegazione che mi viene alla mente è il vecchio passaggio a livello. La soluzione non è alla mia portata, d’altro canto il mio conflitto di interesse è chiaro, un passaggio a livello per me unisce non divide. Non essendoci soluzione, il problema è per definizione risolto, non rientra più nei miei pensieri, ma c’è un però.
Un venerdì, ora di pranzo mi ritrovo a percorrere via Zanardi e mi ritrovo, subito dopo il passaggio a livello all’altezza dell’incrocio con via Terracini. Poco dopo sulla destra c’è una pasticceria, vista l’ora mi fermo a rifocillarmi. Mi gusto un buon tramezzino sul ciglio della strada, l’inquadratura è ideale, sullo sfondo il passaggio a livello, in primo piano l’incrocio Terracini-Zanardi. Le sbarre durante i 5-10 minuti di osservazione, rimangono alzate, la colonna di auto in via Terracini è notevole, non ai livelli del mattino ma notevole.
A livello del fatidico incrocio Via Terracini si immette su Zanardi, le automobili hanno due direzioni possibili, svoltare a destra verso il passaggio a livello o svoltare a sinistra verso la periferia. Le auto che decidono per la seconda direzione hanno vita difficile, entrando in conflitto con quelli che percorrono via Zanardi in direzione centro e quelli che da via Zanardi curvano a sinistra su via Terracini; questo conflitto è la causa delle code? Probabilmente sì!
Adesso il mio pensiero diventa più fermo alla ricerca di una possibile soluzione. Attraverso a piedi via Zanardi e mi porto su via Terracini; stupore! A 50 metri dall’incrocio via Terracini alberga, sulla carreggiata che si immette su Zanardi, una coppia di cassonetti dell’HERA! Cavoli, non può essere così semplice. All’altezza dei cassonetti è impossibile procedere per file parallele, così la fila degli impavidi automobilisti che decidono di curvare a sinistra condiziona il lento fluire della strada impedendo ai fortunati avventori della curva a destra di immettersi agevolmente su Zanardi.
Semplice e poco costoso; rimuoviamo i cassonetti, delimitiamo in Terracini due corsie di almeno 150 metri per regolamentare la svolta su Zanardi, completiamo l’opera con la delimitazione di una corsia di immissione su Zanardi per le automobili che vogliono svoltare a destra (la strada in quel punto è larga 12 metri, ammettendo una velocità ridotta è possibile ricavare 4 corsie). Soluzione a costi più elevati, una bella e ampia rotonda.
Non toccate il passaggio a livello, lui non ha colpe.
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